Archivi categoria: Progetti curatoriali

In questa sezione sono inseriti i progetti espositivi e culturali da me curati per lo studio e la promozione dell’arte contemporanea.

Conversation Pieces | Körperland – Letture, riflessioni, approfondimenti | Galleria Passaggi

Tatiana Villani in dialogo con Claudia Bruno e Sandra Burchi.
Coordinano Alessandra Ioalè e Silvana Vassallo

Venerdì’ 8 aprile, alle ore 18.30, nell’ambito della mostra di Tatiana Villani Körperland, la galleria Passaggi è lieta di ospitare un incontro con l’artista in dialogo con Claudia Bruno (giornalista e scrittrice) e Sandra Burchi (ricercatrice e sociologa); coordinano Alessandra Ioalè (curatrice della mostra) e  Silvana Vassallo (direttrice della galleria Passaggi).
Durante l’incontro saranno approfonditi alcuni motivi ispiratori del progetto espositivo, al centro del quale predomina il tema corpo e della sua percezione. L’incontro è strutturato in maniera dialogica, in un’alternanza di letture e riflessioni che affrontano varie declinazioni dell’imaginario corporeo: come paesaggio, come territorio liminale di confine tra l’interno e l’esterno, come entità organica soggetta a processi di metamorfosi e trasformazione.
L’iniziativa fa parte di Conversation pieces un ciclo di approfondimenti su tematiche relative all’arte e alla cultura contemporanea ideato dalla Galleria Passaggi e dall’Associazione Multiversum Arte.

Sandra Burchi, sociologa e ricercatrice, fa parte della redazione di Iaph Italia e collabora con la rivista DWF. Ha curato con Teresa Di Martino il volume “Come un paesaggio. Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro”, Iacobelli Editore, Roma, 2013. Nel 2014 ha pubblicato il libro “Ripartire da casa. Lavori e reti dallo spazio domestico” (Franco Angeli).

Claudia Bruno, si è laureata nel 2009 con una tesi dedicata alle narrative femministe sulla natura a cui è stato assegnato il premio cultura ecofemminista “Laura Conti”. Dal 2015 è nella redazione diinGenere.it. Suoi saggi e interventi sono inclusi in raccolte di Viella, Bloomsbury, Iacobelli, Toletta edizioni, IaphItalia, DWF, LabDonnae. È autrice di raccontcomparsi su riviste letterarie. Suspremutesenzazucchero.it dispensa favole al limone e altre brevità. 

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KÖRPERLAND | Personale di Tatiana Villani alla Galleria Passaggi di Pisa

Tatiana Villani KÖRPERLAND
a cura di Alessandra Ioalè
Inaugurazione Sabato 20 Febbraio ore 18.00
20 Febbraio – 16 Aprile

La Galleria Passaggi ha il piacere di presentare Körperland, personale di Tatiana Villani a cura di Alessandra Ioalé.
Körperland è un progetto in progress che Tatiana Villani porta avanti da diversi anni, incentrato sull’elaborazione di un immaginario corporeo dove confluiscono tracce di vissuto personale, riflessioni più generali sul nomadismo identitario come condizione della contemporaneità, ricerche teorico-sperimentali sulla forma e sulla materia.E’ un progetto iniziato nel 2009, in un periodo in cui l’artista viveva e lavorava in Germania, di cui è rimasta traccia nel titolo Körperland (terra dei corpi): corpo come “territorio” da esplorare; come “paesaggio mutevole” che si trasforma in relazione a come ci percepiamo e a come viviamo; corpo come “dimora” dell’io, involucro e confine dell’identità personale, quanto mai fragile al giorno d’oggi, nell’epoca della “modernità liquida” che caratterizza i nostri assetti sociali.
Nella sua pratica artistica Tatiana Villani si avvale di diversi mezzi (pittura, fotografia, installazione, video) per trattare tematiche inerenti all’arte relazionale, alla condizione socio-politica dell’uomo contemporaneo e al suo rapporto con l’ambiente. In Körperland queste tematiche sono filtrate attraverso un linguaggio più intimo e personale, che rende visibile l’intreccio cartografico di esperienze vissute, atmosfere esplorate, costruito per suggestioni e sensazioni generate dall’incontro del proprio sé con l’altro e con il mondo.


Le opere presenti in mostra – in parte inedite, in parte realizzate precedentemente – compongono una nuova geografia di corpi che, come dichiara l’artista, “restano nudi, sradicati dalla frenesia di inseguire bisogni e desideri, soli, unici terreni solcabili”. Ibridati nella materia scultorea e cristallizzati nell’immagine fotografica essi acquistano un nuovo senso nella loro moltiplicazione, sovrapposizione o cancellazione compositiva. Dal paesaggio delineato emergono due anime: una terrestre, più cupa, grezza e minimale, costituita da grandi immagini fotografiche di “terre madri” raffiguranti dettagli di corpi femminili non omologati, segnati da imperfezioni e cicatrici, oltre che da sculture di “creature embrionali” informi, perturbanti nella loro ambivalente potenzialità; l’altra acquatica, più estetizzante, intima, domestica, che evoca atmosfere borghesi e porta a galla immagini provenienti da secoli di sedimentazione nell’arte visiva.
Le due anime di Körperland si dispiegano nello spazio espositivo secondo una logica fisico-emozionale a loro intrinseca, al contempo enigmatica e dialogica, sollevando domande più che suggerendo risposte in chi le osserva.


In occasione della mostra è stato realizzato un catalogo con testi critici di Alessandra Ioalè e di Matteo Innocenti che sarà presentato il giorno dell’inaugurazione.
www.tatianavillani.com


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Tatiana Villani KÖRPERLAND
Curated by Alessandra Ioalé
Galleria Passaggi, via Garofani 14 – Pisa
20 February – 16 April
Opening Saturday 20 February, 6.00 p.m.

Passaggi Gallery is pleased to present Tatiana Villani’s solo exhibition Körperland curated by Alessandra Ioalè.
Körperland is an ongoing project Tatiana Villani has been carrying out for several years. It focuses on the development of a bodily imagery embracing traces of personal experience, general reflections on identity as a condition of contemporary nomadism, theoretical and experimental research on form and matter.

The project started in 2009, when the artist was living and working in Germany, an experience whose traces remained in the title Körperland (land of bodies): the body as a “territory” to be explored; as a “varying landscape” that changes in relation to how we perceive ourselves and how we live; the body as the “home” of the self, both shell and border of personal identity, that nowadays is more than ever vulnerable, owing to the liquid modernity characterizing our social structures.

In her artistic practice Tatiana Villani makes use of different media (painting, photography, installation, video) to introduce issues concerning relational art and men’s relationship to sociopolitical and environmental conditions. In Körperland, these issues are filtered through a more intimate and personal language, which reveals the cartographic twist of lifetime experiences, of explored atmospheres, intertwined through suggestions and sensations originated by the encounter with other people and with the world.

The works in the exhibition – part of which are new an part were made previously – make up a new geography of bodies that, as the artist says, “remain naked, uprooted by the rush to chase needs and desires, the only territories we are able to plough through”. Hybridized in sculptural material and crystallized in the photographic image, they take on a new meaning in their multiplication, overlapping or cancellation. From the landscape so outlined two souls emerge: one is terrestrial, darker, raw and minimal, consisting of large photographic images of “earth mother” depicting details of female bodies not conformed, marked, as they are, by imperfections and scars, as well as sculptures of shapeless “embryonic creatures”, uncanny in their ambivalent potential; the other soul is aquatic, more refine, intimate, domestic, evoking memories of bourgeois atmospheres that bring up images deposited in centuries of visual art.

The two souls of Körperland unfold in the exhibition space according to their inherent logic, both physical and emotional, at the same time explicative and enigmatic, raising more questions than answers in the viewer.

A catalog has been produced exclusively for this exhibition containing essays by Alessandra Ioalè and Matteo Innocenti. It will be presented on the opening day.

Biography
Born in Bergamo in 1974, Tatiana Villani grew up in the province of Lecce, which she leaved to continue her studies at the Academy of Fine Arts in Florence. From 2007 to 2011, she lived in Berlin where, among other activities, she worked with the international project Happenstudio, Platform for contemporary art.
It is precisely in these years that the artist began to make use of different media (painting, photography, installation, video) to treat issues related to relational art, the social and political condition of world population and relationship with the environment. Her work ranges from visual art to theatrical performance and art therapy applied to various social issues.
Since 2011, she has been involved in numerous projects, including: artist residence Sowing Seeds at Kamanart Foundation (Jodhpur, India, 2012-13), where she made the performance Sewing or Sowing; participation, as artist and supervisor, in the project PNEUMAtic circUS, curated by Vittore Baroni, within the festival Transmediale, Museum Haus der Kulturen der Welt, (Berlin 2013); participation in Maker Faire (Rome 2013), with the project Logos, in collaboration with the Hacker space Unterwelt; participation as a performer in Parade through Macau, Latin City (Macao, China 2013); presentation of the video The First Time, in collaboration with Luca Leggero, during the presentation of BAU magazine number 11, at Museo Luigi Pecci in Prato (2014); participation in Vancouver Biennale (2014/2016) with the project I Have a Dream. Solo exhibitions were dedicated to her work, such as Metaproject, at Hallway-gallery LiberSPACE in Zagreb, or the double solo exhibition at Paola Raffo Contemporary Art Gallery in Pietrasanta, curated by Gaia Querci. She also participated in several group exhibitions including: Atypo Call. 01 at Studio Gennai Contemporary Art Gallery in Pisa in 2014; Darwin Day 2012: falsi miti, curated by Manrica Rotili, University of Tor Vergata, Rome in 2012; Electro Bau, Contenitore di Cultura Contemporanea, Viareggio 2012; Beingeverywhere, Berlin, Germany 2012; The Wall (archives) # 4. Archiviazioni, curated by Pietro Gaglianò, Lecce 2011; Masterclass Default Lecce, residence at Ramdom 2011.
www.tatianavillani.com

Parentesi Aperte: Gio Pistone “Endless”

Parentesi Aperte: Gio Pistone “Endless”

A cura di Alessandra Ioalé

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8 Milano

 

Dal 1 al 28 Aprile 2015

Inaugurazione Mercoledì 1 Aprile ore 18

Studio D’Ars Milano è lieta di presentare Endless, la prima personale milanese dell’artista italiana Gio Pistone, a cura di Alessandra Ioalé e ultima personale del ciclo Parentesi Aperte.

Gli atomi con le loro orbite percorse da elettroni, neutroni, protoni sono ciò di cui è composta la maggior parte di quello che vediamo e non vediamo… se ci pensiamo lo stesso disegno semplificato dell’atomo somiglia a quello del nostro sistema solare. È all’interno di questo sistema che noi come uomini, animali, piante, composti da micro elementi comuni, noi come materia viviamo, respiriamo, abitiamo, moriamo in un ciclo senza fine.

L’esistenza, dal più grande al più piccolo elemento, come in un sistema infinito di scatole cinesi, ruota intorno a questo concetto che fruga in Gio Pistone, poliedrica urban artist attiva nel panorama underground romano sin dai primi anni ’90, visioni sconcertanti. Una complessa riflessione che l’artista tenta di esprimere nella nuova serie di opere Endless, attraverso un lavoro multidisciplinare, che attraversa contemporaneamente disegno, pittura e scultura. Una surreale e psichedelica quanto reale e concreta visione delle infinite combinazioni istintive, che muovono ogni essere vivente sulla Terra, sotto forma di creature mostruose frutto della fervida fantasia dell’artista.

Come in un museo di storia naturale, questi esseri si lasciano osservare dall’occhio incuriosito dello spettatore invitandolo a guardare al loro interno, ben articolato in altrettante forme umanoidi e zoomorfe in sé concluse, che nella loro concatenazione formano un tutto che a sua volta le contiene. Due occhi per due facce, una bocca per due esseri, un solo ed unico mostruoso corpo, dotato di tutti gli arti, nel quale sembrano generarsi molti altri all’infinito.

Un mise en abyme, non soltanto estetico ma anche concettuale, dei sistemi o microcosmi dove ogni creatura nasce nella precedente ed è racchiusa nella successiva il cui “seme” però è diverso dalla “madre” che lo contiene.

Gio Pistone

Nasce nel 1974 a Roma dove vive e lavora.

Fin dai primi anni sceglie il disegno come proprio linguaggio. Fa parte della scena hard-core-punk di Roma e partecipa alle prime forme di TAZ e feste illegali in fabbriche abbandonate nel ’94. Per questo nasce la passione per i luoghi abbandonati e il divertimento di visitarli e disegnarli. Parallelamente frequenta la facoltà di Psicologia che bilancia con il lavoro di scenografa in teatro e le installazioni. Non si riconosce in una sola Arte ma cerca di lavorare su più livelli percettivi, trovando nel teatro contemporaneo la perfetta unione tra musica, pittura, scultura, scrittura, video e murales. Fonda nel 1995 con Marco Colabucci “la Sindrome del Topo” (propagatori del sogno lucido) con cui lavora ad installazioni mobili dalle forme di animali cominciando a viaggiare attraverso Francia, Italia, Spagna, Olanda, Germania, Bosnia j Erzegovina. Verso i 25 anni torna stabile a Roma e si avvicina per la prima volta alla street-art, grazie alla quale riesce ad instaurare un dialogo diverso con la sua città, e con i primi timidi interventi di altri artisti. Nel 2004 fonda assieme a Susanna Campana e Camilla Falsini, “Serpe in Seno” collettivo di illustrazione. Questi anni sono costellati da mostre collettive presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma, la Galleria MondoPop di Roma; e da mostre personali presso la Galleria Sacripante di Roma, Galleria Mirada di Ravenna, Spazio Barnum di Bologna, Galleria Cell93 di Berlino. Ha partecipato a Festival come Scala Mercalli (Milano), Pop-Up (Ancona), Lumen (Napoli), Alterazioni (Arcidosso), Visione Periferica (Mosciano Sant’Angelo), M.U.Ro. (Roma), e a progetti come LUCE Diversità è Energia in collaborazione con Acea e la Galleria Wunderkammern di Roma, e il Maam, Museo dell’Altro e dell’Altrove. Ha collaborato con io-Donna, Corriere della Sera, la Repubblica, l’Unità, Drome, e per aziende come Eni, l’azienda Glass, Nikewww.giopistone.it

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini “Cosmometrie” @ Studio D’Ars Milano

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini “Cosmometrie”

A cura di Alessandra Ioalé

 

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8 Milano

Dal 3 al 24 Marzo 2015

Inaugurazione Martedì 3 marzo ore 18

Studio D’Ars Milano è lieta di presentare Cosmometrie, la prima personale milanese dell’artista italiano Giulio Vesprini, nonché la quarta personale del ciclo Parentesi Aperte a cura di Alessandra Ioalé.

Sin dai primi anni del duemila la ricerca di Giulio Vesprini volge il suo sguardo allo studio di forme geometriche e del colore mostrando un maggiore interesse verso la natura in rapporto con l’ambiente in cui si innesta e vive, fino ad arrivare a quelle che oggi possiamo definire geometriche visioni terrestri, assunte e composte nell’assoluta perfezione del cerchio, che hanno origine sulla carta, attraverso l’impiego trasversale di alcune tecniche di stampa tradizionali che nella mani dell’artista subiscono una sperimentazione originale per realizzare monotipi unici. Ogni volta che Giulio Vesprini concepisce un’opera, non è mai seriale, anche se realizzata con l’impiego di mezzi calcografici o xilografici; non è mai conclusa, perché in ognuna si produce in nuce una continuazione della successiva. Inchiostro calcografico, matita e penna sono gli strumenti principali con cui imprimere su diversi supporti cartacei questi affascinanti risultati di una osservazione ravvicinata della realtà che ci circonda.

Ne scaturiscono combinazioni texturali, affascinanti tasselli di un intarsio circolare dalla rigida volontà di contenere qualcosa che per natura è incontenibile, su cui l’artista interviene successivamente con azioni acriliche più libere o sovrapposizioni di sezioni texturali che, come schegge impazzite, danno uno schiaffo a quel rigore compositivo riportando un equilibrio tra due elementi in gioco, da secoli in lotta per la reciproca predominanza o sopravvivenza senza mai un’amnistia. Quest’ultima cercata dall’autore al di fuori dei confini della carta, su cui prende forma l’opera amplificandone le dimensioni quando portata sui muri urbani e donandole infine nuova vita nello spazio reale in installazioni polimateriche site-specific.

Un equilibrio tra uomo e natura, che nella poetica dell’artista è come ristabilito e tocca il suo massimo livello espressivo nella nuova ed inedita serie di carte presentate in “Cosmometrie”, dove si manifesta pienamente la volontà di riportare l’attenzione su ciò che noi, piccoli cittadini impegnati nella routine quotidiana dei nostri piccoli affari, diamo per scontato ma che vive insieme e intorno a noi.

Giulio Vesprini

Nato a Civitanova Marche nel 1980, dove vive e lavora.

Grafico e artista indipendente frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Macerata, diplomandosi nel 2005 e la Facoltà di Architettura di Ascoli Piceno laureandosi nel 2012. Inizia a lavorare per diverse agenzie di comunicazione visiva e dal 2007 espone costantemente i suoi lavori in gallerie nazionali ed internazionali mantenendo uno stretto legame con l’Urban Art. Oggi, esponente della scena grafica e urbana italiana vanta numerose pubblicazioni come il Basic Logos Book, Web Index Design, Fresh Public Book e diverse esposizioni com il DEJ “Digital is Human” al museo della scienza e della tecnologia di Milano. Cura dal 2009 il progetto di riqualificazione urbana “Vedo A Colori”. “My research focused on several fronts including land art and urban culture. I prefer simple lines similar to my graphic and architectural origins.  I draw primitive design by graphic signs, illustrations and urban actions. My works are born from minimal culture where the shape represents the main idea. I think that my freehand drawing symbolizes abstract expressionism where I often feel to reach a perfect work.”

www.giuliovesprini.it

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

A cura di Alessandra Ioalé

 “Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

 

Prossima personale del ciclo Parentesi Aperte:

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Giò Pistone

FB Page: Parentesi Aperte

FB Page: Studio D’Ars

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com

 

 

Parentesi Aperte: Aris “La Macchia Umana” @ Studio D’Ars Milano

Parentesi Aperte: Aris La macchia umana

Personale a cura di Alessandra Ioalé

Studio D’Ars

Via Sant’Agnese 12/8 Milano

Dal 20 Gennaio al 20 Febbraio 2015

Inaugurazione Martedì 20 Gennaio ore 18

 

Studio D’Ars Milano è lieta di presentare La macchia umana, la prima personale milanese dell’artista italiano Aris, nonché la terza personale del ciclo Parentesi Aperte a cura di Alessandra Ioalé.

Dallo studio delle lettere alla loro astrazione per poi arrivare alla creazione di “puppets” è il percorso seguito da Aris per la costruzione del proprio linguaggio espressivo che lo contraddistingue ormai da vent’anni nel panorama europeo dell’arte urbana e contemporanea. Una trasformazione fluida delle lettere in delicate silhouette dal profilo essenziale, pulito, senza alcuna volontà di sfondare le superfici su cui giacciono. Una continua ricomposizione di corpi fluidi, che si propagano, avanzano, spaziano come una grande macchia lasciando una traccia sul suolo del mondo.

Macchie umane che man mano rifuggono dalla immediata riconoscibilità e comprensione avviandosi verso una sintesi formale assoluta in cui vi si può riscoprire un principio naturale altrettanto assoluto. L’intrinseca complementarietà della natura umana. E che nella nuova serie di opere realizzate per La macchia umana raggiungono un successivo e potente grado di espressività. Accanto infatti a una serie di disegni in cui è ancora presente e forte la bidimensionalità della composizione, accentuata dall’uso di texture e colori per la delimitazione delle forme, Aris presenta dei pezzi dove le forme di corpi fluidi emergono con una nuova consistenza e profondità proprio dall’intaglio di diversi e sovrapposti strati di carta dalla gamma cromatica di contrasto, segnando un’evoluzione nel percorso di ricerca dell’artista, che vediamo qui dispiegarsi in tutta la sua complessa bellezza.

Aris

Aris inizia la sua attività nel ’93 dipingendo su treni e muri. Sviluppa uno stile personale di lettering da cui si allontana progressivamente cercando la sua figura che in seguito si trasforma in un cumulo di sagome e forme. Nei suoi esperimenti e ricerca di stile, il supporto (treno, muro, lamiera, ecc.) e lo spazio in cui il supporto vive assumono grande rilevanza, per cui il viaggio, la necessità di esplorare, diventano una parte del lavoro e lo portano a dipingere in varie nazioni, tra cui: Spagna, Germania, Polonia, Russia, ecc.  Ha realizzato diversi interventi sui muri di spazi non tradizionalmente votati all’arte e comunque spazi pubblici. Si dedica alla rivitalizzazione e rigenerazione del landscape urbano e peri-urbano e lo fa con l’uso della tempera muraria, che ha una forte valenza simbolica, le immagini che abitano queste nuove superfici sono create con la stessa sostanza che di solito si usa per ricoprirle.Ambientazioni lunari e mondi dimenticati sono i temi preferiti delle sue opere.

Negli ultimi anni partecipa a varie mostre e progetti tra cui: From Street to Art, IIC, NY, US, 2014, a cura di S.Pallotta; Indoor Outdoor, SMS, Pisa 2014; Vedo a Colori, Civitanova Marche, 2014, a cura di G. Vesprini; Icone 5.9, Modena, 2013 a cura di P. Rivasi; City Bilder, Dresda, DE, 2012, a cura di J. Besser; Piknik festival, Esztergom, HU; Scala Mercalli, Roma, a cura di G. Marziani; Street Art, Sweet Art, PAC, Milano, a cura di A. Riva.

www.aix-pb.com   

 

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

A cura di Alessandra Ioalé

 “Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

FB: Parentesi Aperte

Prossime inaugurazioni del ciclo Parentesi Aperte:

3 – 24 Marzo 2015

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini | Cosmometrie

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Giò Pistone

 

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com

Parentesi Aperte: 108 “Passaggi Concreti” @ Studio D’Ars Milano

108 "Untitled"  2013

108 “Untitled” 2013

Parentesi Aperte: 108 Passaggi Concreti

a cura di Alessandra Ioalé

 

Dal 12 dicembre al 13 gennaio 2015

Opening 12 dicembre ore 18

Studio D’Ars Milano

Il 12 dicembre alla Galleria Studio D’Ars di Milano, inaugura Passaggi Concreti, la seconda personale del ciclo Parentesi Aperte dedicata all’artista italiano 108 a cura di Alessandra Ioalé. L’artista in questa occasione presenta un corpus di opere su carta, tela, video e installazione in cui centrale è la rappresentazione di grandi megaliti, che riportano in sé i segni di un passato antico, rivisitati da una nuova sperimentazione delle gamme cromatiche in rapporto a ogni forma sviluppata e al significato di ogni colore. Passaggi Concreti, appunto, attraverso cui conoscere l’ignoto di questo mondo, e davanti a cui 108 si pone in ascolto, per restituirne il suono. Una grande apertura e sensibilità spingono infatti l’artista a non smettere mai di cercare e trovare la forma finale di ciò che non ha mai avuto forma ed entrare in contatto con il proprio inconscio, influenzato dall’enviroment naturale, in cui convivono forme organiche e artificiali primitive, che suscitano in lui urgenze espressive più importanti e che lo portano ad essere uno dei massimi esponenti del post-graffitismo europeo.

108

108 (Guido Bisagni, 1978) is an Italian artist in the field of street art and contemporary art from Alessandria. 108 has moved from working in traditional graffiti art to painting large and mysterious figures that invade public spaces. He was the first writer to use numbers instead of letters for his name. He started to work when he was a child on the streets of Alessandria, and used different names. His work has appeared on the streets of Milan, Paris, London, Berlin, and New York City. His first works known by people are enigmatic “blob”-like yellow shapes. It is his firm intention to make visual chaos. His new works are labyrinths, dead trees, non figurative 3D objects and installations, but especially black and gloomy shapes, becoming one of the biggest and influential artists in graffiti abstractism. In the last years, he took part in a lot of international exhibitions: Nusign 2.4 in Paris, Urban Edge Show in Milano, Segundo and Tercer Asalto in Zaragoza and, in 2007 he was invited to join the project called Walls inside the Biennale di Venezia. During March 2008 he was invited to join Nomadaz (a show curated by Pablo Aravena) in Los Angeles with Eltono, Dem, Microbo and other artists to represent Europe in the U.S.A. 108’s doomy black abstractions are engaging and challenging in equal measure. Whether it be within the confines of a small room in the abandoned monastery, where the large triangular constructions are most effective and have the effect of warping and playing with the room’s dimensions as the viewer attempts to back away and comprehend the pieces, or as a surreal floating void on a wall beside a busy road.

http://www.108nero.com/

 

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

A cura di Alessandra Ioalé

 “Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

 

20 Gen. – 20 Feb. 2015

Parentesi Aperte: Aris

3 – 24 Marzo 2015

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Gio Pistone

 

 

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8 – tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com

Parentesi Aperte: CT “Grand Tour” @ Studio D’Ars Milano

Parentesi Aperte: CT Grand Tour

a cura di Alessandra Ioalé

 

Dal 18 Novembre al 9 Dicembre 2014

Studio D’Ars Milano

 

La Galleria Studio D’Ars di Milano è lieta di presentare Parentesi Aperte: CT Grand Tour, la prima personale italiana dedicata all’opera del giovane artista torinese CT, con cui si inaugura anche “Parentesi Aperte. Personali espressioni contemporanee” il progetto a cura di Alessandra Ioalé per la nuova stagione 2014/2015 della Galleria.

Conosciuto a livello internazionale nel mondo del writing e della street art, la ricerca di CT si sviluppa nell’ambiente urbano e, in particolar modo, nelle aree ex-industriali della sua città. Le sue opere si sviluppano attraverso la scomposizione vettoriale delle lettere del suo nome ottenendone delle figure geometriche che si fondono in un tutt’uno con lo spazio circostante. Per questa occasione oltre a una serie di tele, realizzata ad hoc e giocata principalmente su variabili cromatiche di fondo, costruite sulla ripetizione seriale di uno stesso modulo compositivo definito, saranno esposte un’altra serie di oggetti, manufatti e foto per restituire al pubblico una sorta di compenetrazione concettuale tra esterno urbano e interno espositivo alla base dello studio dell’artista.

Prossimo appuntamento del ciclo sarà 108 con “Passaggi Concreti Venerdì 12 dicembre ore 18. 

Progetto Parentesi Aperte. Cinque personali espressioni contemporanee

 

Parentesi Aperte” è il ciclo di cinque mostre personali a cura di Alessandra Ioalé, che ha lo scopo di presentare al pubblico cinque personalità artistiche, operanti prevalentemente sul territorio italiano ed europeo, all’interno di Studio D’Ars di Milano, per la stagione 2014/2015, uno spazio nel cuore della metropoli che si propone di essere e che sta diventando punto di riferimento per la conoscenza e divulgazione delle tendenze che oggi caratterizzano l’arte contemporanea. Cinque personali espressioni molto differenti tra loro, sia per formazione che per soluzioni estetico-formali, ma con il comun denominatore nella cultura underground degli anni ‘90 e nella capacità di captare, di sentire e rispondere “insieme” alle stesse esigenze espressive e comunicative in assoluta sintonia con il resto d’Europa e del mondo, superando i confini naturali delle proprie discipline di riferimento, e per alcune anche quelli geografici. Artisti che partendo dai muri hanno la capacità di spandere la propria arte in oggetti, installazioni, tele e quant’altro, come particelle di loro stessi articolate in un più ampio discorso parallelo, o viceversa artisti che vogliono andare oltre il foglio di carta, oltre la tela, per raggiungere le grandi superfici murali, tutto per giungere al cuore di un pubblico sempre meno elitario. Un’energia creativa italiana inconfondibile e originale che ha scelto comunque di esplorare e sviluppare la propria ricerca in ciò che oggi è definita Arte Urbana, riuscendo a potenziarsi in reciproco scambio con le forze creative degli altri paesi.

 

La scelta dei cinque artisti nasce per empatia con la loro opera e per l’intesa che si è creata tra me, come storica dell’arte e come persona, e loro come persone portatrici di grande sensibilità estetica attraverso la quale plasmano il messaggio da trasmettere. Per ognuno compiremo un approfondimento critico sulla ricerca attuale dell’artista, aprendo cinque parentesi sul loro operato che ne metta in evidenza le peculiarità e le capacità di sviluppo oltre la propria disciplina di riferimento, in stretto rapporto con la propria esperienza di vita, sia professionale che quotidiana, al di fuori dei circuiti culturali istituzionali. Pur partendo dalla rielaborazione di tematiche diverse ed opposte vedremo una netta relazione tra il vissuto e il dipinto, tra il reale e il riprodotto. Cinque “parentesi aperte” che possano lasciare intuire ciò che può divenire in futuro, grazie all’analisi dello stile e della poetica che nel tempo sono diventati riconoscibili e caratteristici. Cinque “parentesi aperte” sulle personalità di CT, 108, Aris, Giulio Vesprini, Gio Pistone.

 

18 Nov. – 9 Dic. 2014

Parentesi Aperte: CT | “Grand Tour”

 

12 Dic. 2014 – 13 Gen. 2015

Parentesi Aperte: 108 | “Passaggi concreti”

 

20 Gen. – 20 Feb. 2015

Parentesi Aperte: Aris

 

3 – 24 Marzo 2015

Parentesi Aperte: Giulio Vesprini

 

1 – 28 Aprile 2015

Parentesi Aperte: Giò Pistone

 

Studio D’Ars Milano

Via Sant’Agnese 12/8

Dal Lunedì al Sabato, dalle 16 alle 19

tel. +39 346 6292285

Mail: danieledecia75@gmail.com