Archivi categoria: Fumetti&Illustrazioni

Goodmorning Mr. Morgen | Recap della presentazione della monografia e della mostra di Igor Hofbauer al Lanteri

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Lo scorso 14 dicembre, il Cinema Caffè Lanteri è stato lieto di presentare Goodmorning Mr. Morgen, l’evento incentrato sulla figura del grande illustratore e fumettista croato Igor Hofbauer a cura di Tabularasa Tekè Gallery di Carrara per la rassegna Fumetti&PopCorn. In Sala Cinema, il gallerista Stefano Dazzi e Marco Cirillo Pedri, curatore di galleria, moderati dalla giornalista Cinzia Colosimo, hanno presentato la monografia illustrata a colori dell’autore dal titolo “Fuk-Hof. Good Morning Mr. Morgen” edita da Tabularasa Edizioni. Il libro – corredato da un apparato critico a cura di Alessandra Ioalé, Marco Cirillo Pedri, Stefano Dazzi Dvořák, Jonathan Bousfield e da un’intervista esclusiva realizzata da Vittore Baroni, che ha curato anche l’apparato biografico, bibliografico e discografico dell’autore – contiene la riproduzione di tutte le opere grafiche e pittoriche di quello che oggi è definito dalla critica, il Maestro dell’estetica grottesca balcanica, ripercorrendone, esaustivamente e in ordine cronologico, la traiettoria di ricerca artistica, costellata da meravigliose produzioni, di cui è possibile finalmente ammirarne le tappe di nascita e sviluppo.

Fino al 7 gennaio 2018 sarà inoltre visibile al pubblico la mostra di serigrafie a colori in tiratura limitata dei manifesti cult realizzati negli ultimi anni da Igor Hofbauer, inaugurata per l’occasione. Dalla serigrafia dell’unica edizione del manifesto “Teho Teardo & Blixa Bargeld” realizzato dall’autore per il concerto dei due grandi musicisti al Močvara club di Zagabria a febbraio di quest’anno; alle serigrafie di alcuni tra i manifesti pubblicitari più significativi realizzati per il medesimo club croato; fino ai due manifesti che l’autore ha creato quest’estate per la sua personale. Le serigrafie e la monografia del Maestro sono disponibili presso il bookshop del Cinema Caffè Lanteri.

Classe ’74, Igor Hofbauer muove i suoi primi passi nel campo dell’illustrazione e delle arti visive all’interno del collettivo di fumetti underground Komikaze, per arrivare oggi a essere una delle figure più dirompenti, affascinanti e rappresentative della cultura e dell’arte balcanica. Con il suo stile ha restituito narrazioni surreali, ispirate alla sua città, contenute in una sola pagina, quella del manifesto pubblicitario, che dal 1999 al 2011 è stato oggetto d’interesse e soggetto della sua ricerca artistica. Un mix di citazioni dall’arte contemporanea del secolo scorso e rielaborazione personale di icone pop di manifesti cult, in stretto rapporto con la tradizione grafica croata, configura l’estetica originale, fresca, riconoscibile e senza tempo del Maestro croato, che si distingue non solo come illustratore nell’arte del manifesto pubblicitario, ma anche come fumettista nel grande e variegato panorama del graphic novel europeo.

Dal manifesto come mezzo espressivo con cui raccontare il suo tempo legandolo alla comunicazione pubblicitaria, tra libera creazione e compromesso commerciale, alla creazione di narrazioni più complesse a fumetto, Igor Hofbauer è stato definito il maestro dell’estetica grottesca balcanica e alternativo rappresentante visivo della città di Zagabria. I suoi poster sono piccoli universi narrativi ispirati, nelle composizioni, alle silouette urbane della capitale. Scenari grotteschi popolati da creature mostruose e personaggi tratti dalla realtà quotidiana, che accolgono in nuce il successivo sviluppo narrativo dell’arte di Hofbauer. Per questa sua naturale evoluzione nell’arte del fumetto, l’autore si ispirerà alla classica estetica delle comic strips underground americane degli anni ’80, in particolar modo guardando a Charles Burns della rivista RAW di Spiegelman. Nelle sue opere narrative a fumetto ritroviamo anche una bellissima e ben riuscita collaborazione e rielaborazione estetica del Costruttivismo russo, per quanto riguarda la costruzione dell’impianto compositivo delle scene, sintetiche e geometriche, e dell’Espressionismo tedesco, per quanto concerne invece la caratterizzazione dei personaggi, rendendo il suo stile drammatico, urgente e di grande impatto. Storie imprevedibili e transdimensionali popolate da disadattati sociali, emarginati, creature deformi e forme di vita post-decadenti. Umanoidi subnormali insoliti, la cui presenza rende surreale l’atmosfera del racconto, al cui sviluppo narrativo l’autore aggiunge quel giusto nonsense da creare mistero, dubbio e suscitare incertezza, a volte anche sconcerto e shock, nel lettore.

Intense note estetiche e complessi elementi compositivi concorrono alla costruzione di quell’atmosfera angosciante e asfissiante, ma al tempo stesso maledettamente affascinante, specchio dello stato di paranoica ossessione della società metropolitana a lui contemporanea. Caratteristiche costanti che distinguono e rendono uniche le opere di Hofbauer, il quale dimostra senso di appartenenza alla propria cultura e al sistema sociale in cui vive e si esprime. Attenzione alla rilettura dei Maestri nella traduzione del proprio immaginario. Dimostra di saper accogliere la tradizione visiva croata e coglierne gli ingredienti da poter rielaborare e sviluppare per renderla ancora attuale nella trasmissione di nuovi messaggi a una comunità in continuo cambiamento. Una comunità di cui l’autore ne delinea e ne porta alla ribalta stati d’animo e costumi, angosce e desideri, anomalie ed eccessi, oggi sulle pagine del graphic novel, e prima ancora su quelle pubblicitarie dei manifesti che hanno ridefinito l’identità visiva del “Močvara” club di Zagabria icona della cultura underground croata.

 

Mostra delle serigrafie dal 14 dicembre 2017 al 7 gennaio 2018

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“Marie Curie” | Recap della presentazione e della mostra del fumetto di Alice Milani al Lanteri

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Lo scorso Giovedì 30 novembre, si è tenuto un nuovo incontro della rassegna Fumetti&PopCorn che il Cinema Caffè Lanteri di Pisa ha dedicato a Alice Milani, una delle più capaci autrici nostrane, e al suo nuovo libro, Marie Curie, una splendida biografia a fumetti scritta e disegnata per Beccogiallo, casa editrice per la quale l’autrice è da poco a capo di una nuova collana di finzione. L’incontro in Sala Cinema è stato moderato dal fantastico duo Tuono Pettinato e Maurizio Vaccaro, che hanno sondato con l’autrice le ragioni e gli intenti che sottendono ai natali fumettosi della biografia di questa scienziata polacca che nel primo ‘900 raggiunse incredibili risultati nella fisica nucleare, ma che in pochi ne (ri)conosco l’importanza e la maternità. A coronare l’evento è stata inaugurata nelle Sale del Caffè, la mostra delle magnifiche tavole originali tratte dal libro rimaste visibili fino al 10 dicembre.

Maria Skłodowska Curie, quando arrivò a Parigi e si iscrisse alla Sorbona, aveva già 24 anni. In Polonia aveva dovuto lavorare come governante per mettere da parte i soldi necessari a intraprendere gli studi in scienze fisiche. Il nome con cui divenne famosa è quello del marito Pierre Curie, che la aiutò nelle ricerche su una sostanza sconosciuta che aveva proprietà assai curiose: emetteva energia, luce, calore. Era l’alba della fisica nucleare, ma anche l’inizio dell’era delle donne nella scienza. Dopo la morte improvvisa di Pierre, Marie portò avanti la sua carriera, fin troppo brillante e indipendente, scontrandosi con la mentalità conservatrice della Francia del primo Novecento. Le vicende private si intrecciano così inevitabilmente con la ricerca scientifica, finendo per offuscarne gli eccezionali traguardi.

Alice Milani è nata a Pisa nell’86. Ha studiato pittura, incisione e tecniche di stampa a Torino e a Bruxelles. È stata una delle fondatrici del collettivo La Trama, con cui ha realizzato e distribuito fumetti autoprodotti fino al 2015. Il suo primo romanzo a fumetti Wisława Szymborska, si dà il caso che io sia qui (BeccoGiallo, 2015) è dedicato alla poetessa polacca vincitrice del premio Nobel, ed è stato tradotto in polacco. Nel 2016 esce Tumulto, per Eris Edizioni, racconto di viaggio e di formazione, scritto e disegnato a quattro mani con Silvia Rocchi. Dal 2017 dirige una nuova collana di fumetto di finzione per BeccoGiallo.

 

Mostra di tavole originali dal 30 novembre al 10 dicembre 2017

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“Anna Magnani” | Recap della presentazione del fumetto con Rachele Morris al Lanteri

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Giovedì 21 settembre, il Cinema Caffè Lanteri di Pisa ha inaugurato la sua quarta stagione della rassegna Fumetti&PopCorn con un evento speciale, che ha unito cinema e fumetto ospitando la fumettista napoletana e pisana d’adozione, Rachele Morris. La giovane autrice, al suo esordio nel genere della biografia a fumetti insieme a Marcella Onzo, ha scritto e disegnato la biografia della grande attrice italiana Anna Magnani per la casa editrice Beccogiallo, alla quale è stata dedicata una mostra delle tavole originali tratte dal libro che rimarrà visibile fino al 1 ottobre. A moderare l’incontro in Sala Cinema è stata la giornalista (Alias/Il Manifesto), Virginia Tonfoni. Per questa occasione, subito dopo la presentazione, è stato proiettato il film “La rosa tatuata” con cui la Magnani vinse l’Oscar come Migliore attrice protagonista nel 1956.

Definita una biografia “sentimentale”, il racconto per disegni e parole si snoda attraverso l’espediente narrativo di un’intervista immaginaria in cui la grande attrice ripercorre le tappe fondamentali della sua vita e della sua carriera, incise nella memoria privata e pubblica dagli incontri e dalle collaborazioni con grandi personalità del cinema italiano e non. Dagli esordi al teatro con Totò, dal primo ruolo importante in “Roma città aperta” di Roberto Rossellini, regista con il quale vivrà un amore impetuoso e per il quale nascerà la sua rivalità con Ingrid Bergman, fino ai ruoli che la consacreranno definitivamente un’icona del cinema nostrano in film come “Mamma Roma” e “La rosa tatuata” che le valse l’Oscar e da cui si dipana immaginariamente questa intervista. Per arrivare infine al primo viaggio in America in occasione della proiezione di “Bellissima” dell’amico Luchino Visconti, e all’ultimo cameo nel film “Roma” di Federico Fellini.

Una biografia a fumetti appassionata e appassionante i cui disegni in bianco e nero sono caratterizzati da un tratto fine e parco, privo di fronzoli descrittivi, delineante le silouettes essenzialmente, per dare il giusto volume e ricreare le parvenze e quell’impercettibile ma significativo vezzo che caratterizzano il ricordo della protagonista e dei personaggi che hanno fatto parte della sua vita.

Di seguito il link al canale mixcloud della rassegna per ascoltare il podcast della presentazione!

Mostra di tavole originali dal 21 settembre al 1 ottobre 2017

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“Misdirection” di Lucia Biagi | Recap della presentazione del libro al Lanteri

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Giovedì 30 marzoLucia Biagi è stata ospite del dodicesimo appuntamento della rassegna Fumetti&Popcorn al Cinema Caffè Lanteri. In dialogo con Virginia Tonfoni (Alias, Il Manifesto), l’autrice nostrana è tornata a Pisa per presentare il suo ultimo fumetto “Misdirection”, di fresca pubblicazione per la casa editrice Eris edizioni.

Misdirection, terza opera dell’autrice, conferma le doti narrative e introspettive per cui si era già fatta notare e amare nei suoi precedenti lavori, pensiamo a Punto di fuga (Diabolo edizioni, 2014), ospite della rassegna nel 2015, che ha posto in risalto la sua peculiare delicatezza e coraggio con cui riesce a esplorare temi complicati come la questione dell’aborto.

In Misdirection Lucia Biagi cala il lettore nella mente di una ragazzina di 13 anni, decidendo però di abbandonare la narrazione da “romanzo di formazione” per abbracciare gli escamotage offerti dal genere: la suspance e le regole di un piccolo giallo che inizia e finisce nell’arco di una giornata. Il titolo, ispirato ai trucchi di magia e alla capacità degli illusionisti di distogliere l’attenzione dei propri spettatori, si focalizza sulla mancanza di lucidità che si può avere a quell’età.

Tra flash back e indizi, è il bisogno di scoprire e comprendere cosa è successo, che muove Federica, in vacanza come ogni anno con i nonni, in un residence che ha vissuto anni migliori in cui il paese scoppiava di turisti. Federica cerca di mettere insieme il puzzle che ha davanti e che le fa paura: Noemi, l’amica più grande che la fa sentire speciale quando le confida i suoi segreti, non si presenta a un appuntamento e quando Federica la cerca sembra essere sparita nel nulla. La ragazzina sente crescere il panico, tanto quanto sente crescere la confusione davanti a temi da “adulti” a cui non è preparata, come la sessualità, con cui si scontra tramite la vita dell’amica. Ma soprattutto si scontra con l’amara verità che capisce istintivamente, ben prima di poter crescere e formarsi una consapevolezza di genere: sono sempre le donne e le ragazze a sbagliare in questa società, la colpa viene data a loro ed è di loro che si spettegola in un piccolo paesino come quello, non degli uomini.

In anni in cui si dibatte molto sul ruolo dei social e della rete nella preadolescenza e nell’adolescenza, Lucia Biagi crea un mondo vero, lontano dagli stereotipi e dagli allarmismi con cui si parla di cyberbullismo e anonimato in rete, dando corpo a un personaggio complesso e contraddittorio, che con coraggio e ostinazione mette in discussione se stessa e il suo rapporto simbiotico con il suo smartphone su cui c’è tutta se stessa: il suo diario vocale, i suoi pensieri, le sue aspirazioni, tutta la sua intimità. Per scoprire alla fine che è la società reale quella che fa male e che giudica, e le nuove tecnologie sono solo strumenti che amplificano le storture della realtà.

Anteprima del libro: https://issuu.com/erisedizioni/docs/misdirection_anteprima_ c13d684a59a433

Lucia Biagi sito web: http://www.whenaworld.com

 

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“L’ultimo paese” di Federico Manzone | Recap della presentazione del libro e mostra al Lanteri

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Giovedì 9 marzo, il Cinema Caffè Lanteri per l’undicesimo appuntamento della rassegna Fumetti&Popcorn ha avuto il piacere di ospitare la presentazione del libro a fumetti “L’ultimo paese” di Federico Manzone edito da Canicola edizioni. Alle ore 20 in Sala cinema l’autore, in dialogo con Valerio Stivè (Fumettologica), ha parlato del suo grafich novel d’esordio, definito “romanzo-reportage”, in cui riesce a fondere esperienza vissuta e una documentazione attenta a squarci di finzione lirica. Collaboratore di “Internazionale” e una delle penne di spicco del graphic-news.com, Manzone esplora gli scenari di un’Italia meridionale immaginifica e arcaica, ripercorrendo i sentieri tracciati da Vittorio de Seta nei documentari sulla Calabria del secondo dopoguerra. L’incontro si è arricchito della proiezione (ad ingresso gratuito) di uno dei documentari di De Seta, “I dimenticati”, grazie alla collaborazione della Cineteca di Bologna, e come di consueto, è accompagnato dalla mostra di alcune tavole originali tratte dal libro, visibili fino al 19 marzo.

L’ultimo paese parla di isolamento dalla modernità incombente, dove la natura severa e i visi consumati sono i veri protagonisti, la cui esistenza si snoda attorno al rituale della festa dell’abete per salutare il passaggio della primavera, i miracoli celebrati e quelli mancati. Nella cornice della soleggiata campagna meridionale, dove il sacro interrompe il tempo dell’utile, si innesta la vicenda di Vittorio, un pittore che realizza ex voto, un emarginato dalla vita di una comunità da cui desidera fuggire. Sarà l’incontro con Mimino, un bambino dalla curiosità disarmante, a cambiarlo definitivamente. L’ultimo paese è un romanzo filmico che scava nella polvere della Storia, tra archetipi e illusioni, memorie e racconti orali e rimanda alla poesia documentaria di Vittorio De Seta e alle migliori atmosfere di Casa d’altri di Silvio D’Arzo.

Il disegno a grafite di Manzone, che procede tra descrizione ed evocazione, restituisce un’atmosfera narrativa dove il vivere quotidiano e le variazioni emotive emergono con un lirismo secco e avvolgente al tempo stesso. Sulle orme segniche di certi Cyril Pedrosa, Manuele Fior, Lorenzo Mattotti, l’autore filtra i toni esistenziali di una comunità rurale irradiata dall’incanto dei propri antichi rituali.

L’ultimo paese è stato realizzato con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Federico Manzone (Cuneo, 1988) è tra i più significativi talenti della giovane editoria e una delle firme più interessanti di graphic-news.com, il portale italiano di graphic journalism. Dopo la copertina della raccolta poetica di Guido Catalano “Ti amo ma posso spiegarti” ha iniziato una collaborazione per “Internazionale” e con diverse case editrici come illustratore. L’ultimo paese, eccellente lavoro di fine studi, è il suo graphic novel di esordio.

Canicola associazione culturale è nata a Bologna nel 2004. Attraverso un progetto editoriale di ricerca in ambito grafico e narrativo, promozione di giovani autori, esposizioni, workshop, laboratori per bambini si occupa di fumetto contemporaneo e disegno. Canicola fa rete culturale con altre realtà estere affini, festival, gallerie d’arte, musei, istituzioni culturali e ha ricevuto per la sua attività diversi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

http://cargocollective.com/federicomanzone

www.canicola.net | facebook.com/canicolaedizioni | canicolaedizioni.tumblr.com

 

Mostra di tavole dal 9 al 19 marzo 2017

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Sciame e Armata spaghetto | Recap della presentazione del collettivo di autorpoduzione al Lanteri

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Domenica 26 febbraio, in occasione della chiusura della mostra de Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco, il Cinema Caffè Lanteri ha accolto il collettivo e self-publisher bolognese di fumetto Sciame, composto da Maurizio Lacavalla, Kevin Scauri, Simone Pace, Raffaele Sorrentino. Per il decimo appuntamento della rassegna Fumetti&Popcorn, si dà spazio ancora una volta all’autoproduzione e al fumetto underground con due dei giovani autori di Sciame, Simone Pace e Maurizio Lacavalla, autore delle illustrazioni del pregevolissimo libro “Hotel Massilia” realizzato con il poeta, scrittore e musicista Emidio Clementi, che in dialogo col mitico Paolo Pollo Cioni ha parlato del collettivo, nato in seno all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel gennaio 2016, e le sue ultime autoproduzioni, come la ormai famigerata fanzine, “Armata spaghetto”, il cui nome è davvero tutto un programma fino a stuzzicare la curiosità della rivista Rolling Stone Italia.

Hotel Massilia è la prima pubblicazione di Sciame. Il racconto, autobiografico, è incentrato sulla realizzazione di un album registrato interamente in una stanza d’albergo a Tangeri, in Marocco, per un progetto musicale alternativo ai Massimo volume, band della quale Clementi è frontman. Il progetto in questione è El Muniria e l’album è “Stanza 218”, quella utilizzata come studio di registrazione. Dubbi, insicurezze e inquietudini faranno da padroni alla storia arricchita dalle immagini di Maurizio Lacavalla, formatosi all’Accademia di Belle Arti di Bologna, membro fondatore di Sciame e autore con all’attivo diverse collaborazioni tra festival e autoproduzioni.

Armata Spaghetto è una rivista edita da Sciame Press. Lo scopo è indagare il territorio italiano attraverso storie a fumetti di genere, una sintesi tra le visioni pop e quelle più autoriali, sondando le strade, le provincie e le caratteristiche nostrane tramite il linguaggio della nona arte. Tutti i racconti hanno in comune un forte imprinting territoriale, una narrazione dell’Italia in chiave fantastica, fantascientifica, post-apocalittica, horror, crime (ecc..). Ogni genere è trattato secondo le sensibilità dei fumettisti coinvolti. La rivista presenta inoltre articoli, interviste fittizie e altri contenuti con cui gli autori esplorano e allargano i margini dei loro universi narrativi.

Web http://sciamepress.tumblr.com | Shop online http://sciamepress.bigcartel.com | FB http://facebook.com/sciamepress

Di seguito è possibile ascoltare il podcast della serata di presentazione:

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“Il papà di Dio” di Maicol&Mirco | Recap della presentazione del libro e mostra de Gli Scarabocchi al Lanteri

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Visto il successo riscosso durante e dopo l’inaugurazione della mostra delle tavole originali de “Gli Scarabocchi di Maicol&Mirco”, in occasione della presentazione del libro Il Papà di Dio di Maicol&Mirco avvenuta il 9 febbraio scorso, il Cinema Caffè Lanteri ha deciso di prorogare l’esposizione fino a domenica 26 febbraio. Esposti per la prima volta a Pisa nelle sale del Lanteri, Gli Scarabocchi sono un progetto bellissimo di Maicol&Mirco, altro importante membro insieme a Tuono Pettinato dei Fratelli del Cielo (e un ex Super Amici), conosciuto ormai per questi suoi piccoli sketch sarcastici a fumetti neri su carta rossa, che dal 2012 ha racchiuso in quattro libri autoprodotti, alcuni introvabili oggi.

Maicol & Mirco, pseudonimo dietro al quale si nasconde ironicamente quando uno e quando due autori, a seconda della personalità che prevale, è stato definito “uno dei principali alfieri del fumetto independente-punk-underground della scena italiana” e oggi anche del fumetto d’autore italiano contemporaneo. Gli Scarabocchi sono pura “comicità istantanea”, concentrata in un’unica vignetta, trasposti oggi anche in una piece teatrale che ha riscosso grande successo; sono pervasi del “cinismo illuminante” sprigionato dalle battute di personaggi deformi, antropomorfi e zoomorfi, che un po’ ci vogliono rappresentare in questa vita d’inferno. Sono queste le arie con cui è pensato, scritto e disegnato anche Il papà di Dio, il nuovo libro di Maicol&Mirco. Un lungo graphic novel di 960 pagine, disegni rossi su fondo bianco che affronta con delicatezza filosofica alcuni dei più grandi dilemmi dell’umanità e della divinità. “Perché esistiamo? Perché moriamo? Chi è Dio? E chi è Satana?”.  Divertente e commovente, racconta il rapporto conflittuale tra Dio e suo padre, proprio come succede a noi umani. Uno spin-off biblico che con delicatezza e ironia sonda i misteri dell’essere. 

Di seguito è possibile ascoltare il podcast, realizzato da Radiocicletta, della serata di presentazione in Sala Cinema insieme all’autore in dialogo con Tuono Pettinato e alla giornalista Virginia Tonfoni.

Sito web www.gliscarabocchi.com | FB https://www.facebook.com/GliScarabocchiDiMaicolmirco

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