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PANICO TOTALE arriva al SARS | Presentazione del libro a Viareggio!

Presentazione del libro
“PANICO TOTALE Pisa Convention 1996 – 2000”
di Alessandra Ioalé

Modera Dj Drago

Proiezione di video originali
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Sabato 27 maggio 2017 ore 22:00
CSOA SARS
Piscine Comunali, Viareggio
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A SEGUIRE per l’occasione l’autrice del libro sarà accompagnata da DJ SET FUNK-SOUL-RAP con:

_DjDrago e Fonx, due degli organizzatori storici di Panico Totale, oggi promoter e producer musicali
_MengaMega (Viareggio)
_Dalla Tana (Massa)

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Informazioni & link
Autrice – https://rdv-alessandraioale.com/
Il libro – Panico Totale
Shop – http://panicototale.bigcartel.com/
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Panico Totale, la manifestazione che dal 1996 al 2000 ha raccolto tutta la cultura di strada italiana a Pisa, raccontata a vent’anni dalla prima edizione attraverso le parole e i ricordi di chi fu parte di quella rivoluzione. Più di 20 interviste, 50 artisti coinvolti e una inestimabile galleria di fotografie inedite dei pezzi, flyer e altre curiosità. Tre anni di lavoro e ricerche per archiviare, rivivere e raccontare cinque edizioni di una convention che ha lasciato un segno indelebile nel carattere della città, influenzandone i tratti urbani e affidandole una inestimabile eredità artistica. Un documento storico per immagini scattate da chi c’era per documentare stile e attitude di una cultura. Un libro che documenta gli esordi nel Writing di alcune personalità oggi diventate protagoniste della scena artistica urbana italiana e straniera. Uno degli eventi che promosse la cultura Hip Hop e il Graffiti Writing in Italia attraverso la visione di un gruppo di persone che ha fatto di una città minore, senza orizzonti contemporanei, un centro di propulsione e un punto di riferimento sulla mappa del Writing, nazionale e non solo.
Questa prima edizione, a cura del collettivo Spectre, è limitata in 500 esemplari, numerati e firmati, con la riproduzione dell’illustrazione originale che Etnik, uno dei protagonisti di Panico Totale, realizzò per l’edizione del 1998.

Alessandra Ioalé – Storica dell’arte. Nata a Pisa, classe 1982. Dopo il periodo di studi in Storia dell’Arte Contemporanea, entra in contatto con i primi esempi di muralismo urbano e trova presto imprescindibile lo studio del Writing, su cui scrive saggi e articoli. Negli ultimi cinque anni collabora con artisti italiani e altri protagonisti culturali dell’arte urbana, curando personali e testi critici per alcune delle personalità oggi più attive e rappresentative del post-graffitismo e del muralismo urbano internazionale, e costruendo con loro il proprio percorso di curatrice indipendente e studiosa di tale disciplina. rdv-alessandraioale.com

_Ingresso 3 euro_

PUELLAE di Cristina Gardumi @ 79rosso Firenze | Personale prorogata al 20 Giugno!

PUELLAE

ovvero educazione al nascondimento
della fanciulla contemporanea

Cristina Gardumi

mostra personale e performance
20 – 21.05.2017

a cura di Alessandra Ioalè

 

INAUGURAZIONE
mostra e performance
sabato 20 maggio ore 17.00 – 21.00

APERTURA
domenica 21 maggio ore 16.00 – 20.00
79rosso
via dei Serragli 79r, Firenze
ingresso libero

Sabato 20 maggio alle 17.00 inaugura presso 79rosso la personale di Cristina GardumiPUELLAE ovvero Educazione al nascondimento della fanciulla contemporanea” a cura di Alessandra Ioalè. Una narrazione che diventa mostra-evento-performance della durata di due giorni nella quale l’artista si confronta con il tema dell’identità femminile e della comunicazione tra le persone.

«Il mondo di oggi ci vuole forti, invincibili, performanti nel senso più capitalistico del termine. Ma cosa significa davvero essere forti? Oppure confondiamo l’essere forti con l’essere coraggiosi? Se prima era chiesto solo agli uomini di non piangere in pubblico, oggi è richiesto anche alle donne di andare a nascondersi per non farsi vedere piangere. Cosa significa quindi “essere forti” per la fanciulla contemporanea? Significa forse portare i pantaloni anche quando va a lavoro in tailleur?»

Cristina Gardumi risponde con il suo “Manuale pratico di nascondimento per la fanciulla contemporanea”, una serie di tessuti su cui l’artista inscena situazioni disegnate in cui personaggi femminili dalla testa animale sono le protagoniste. Il tessuto, nella sua funzione primaria e nel suo movimento voluttuoso di parti in ombra e parti in luce, è metafora perfetta di quel dovere a coprire e nascondere ciò che deve stare nascosto mostrando solo ciò che deve essere mostrato. Gardumi dà alla metafora una declinazione diversa. Sui tessuti non illustra soltanto il concetto di nascondimento ma anche quello di rivelazione. Le sue fanciulle adesso, nel mostrare il loro dovere a nascondere le proprie paure o vergogne, esprimono finalmente la volontà di essere scoperte dall’altrui. Da questa prima serie di opere passiamo alla seconda, che si ricollega alla prima per il richiamo alla dimensione domestica della donna. Se gli strofinacci servono al nascondimento, presupponendo allo stesso tempo la scoperta, le “Puellae” di Cristina Gardumi sono l’inno al piacere intimo e alla sua manifestazione. Sette “angeli del focolare” che, procurandosi piacere con i loro oggetti domestici, raccontano una verità assoluta, l’autoerotismo è conoscenza e affermazione del proprio sé, slegato dal dovere e dalle convenzioni sociali. Rimanendo in tema di oggetti propri della sfera casalinga femminile, incontriamo il grembiule, protagonista invece della performance che va a chiudere concettualmente tutta la mostra. Cristina Gardumi indosserà un grembiule a più veli che sfoglierà e mostrerà al pubblico come si fa con un libro raccontandone/impersonandone la storia racchiusa al suo interno.

Per Cristina Gardumi, Puellae Ovvero Educazione al nascondimento della fanciulla contemporanea è una dichiarazione di emancipazione da ciò che è realmente pauroso ovvero il nascondimento delle proprie fragilità e limiti. Introduce a un nuovo modo di scoprire e parlare delle nostre fragilità, attraverso il disegno e l’illustrazione, informati da una certa vena di teatralità; attraverso la performance e la modalità di fruizione che presuppone la condizione di creare una relazione con l’altro. Un altro tema importante, che sottende alla riflessione di Cristina Gardumi e a tutta la mostra, è quello della comunicazione fra individui. Se in teatro, i tempi dell’ascolto e dell’azione sono dettati da una sceneggiatura precedentemente scritta, nella vita quotidiana questi tempi sono dettati dagli individui stessi, dalla loro capacità di ascoltare, della loro difficoltà a comunicare e dalla loro capacità a reagire. In questa prospettiva, l’artista concepisce le opere, la loro collocazione nello spazio e la performance al fine di stimolare le relazioni ed insinuare l’importanza dell’ascolto, propedeutico alla comprensione; l’artista introduce al valore di complicità nella relazione, indispensabile per capire l’altro, i tempi di ascolto dell’altro; dimostra quanto ridicola e di scarso valore sia la famosa frase “il tempo è denaro”, perché ognuno di noi deve concedere tempo a sé stesso e agli altri per non interrompere il moto armonico della comunicazione che sottende alla costruzione stabile di qualsiasi cosa.

Il percorso espositivo induce a un incedere calmo, riflessivo, accorto, che stimoli la scoperta dell’altro/a, del “cosa vi sta dietro”; insegna al pubblico ad assumere un andamento diverso da quello prestabilito dalla società di oggi che vuole tutti al passo coi tempi che corrono, che ci vuole attori in un tempo preconfezionato.

Bio

Cristina Gardumi è artista visiva e performer, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Verona e l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico a Roma.  Nata nel Bresciano vive e lavora tra Pisa, Roma e Milano. La sua poetica spazia dal disegno alla video art, fino alla performance e al teatro, in cui si cimenta come attrice, aiuto regista e scenografa al seguito del regista Massimo Di Michele e della compagnie PesoPiuma che ha fondato con il compagno attore Paolo Cioni. Collabora con vari autori e registi illustrando le loro opere in scena (attraverso proiezioni come in “La Prossima Stagione” di Michele Santeramo nominato tra i dieci migliori spettacoli del 2016 a Sao Paulo in Brasile) e sulla carta (come per il nuovo romanzo di Andrea Porcheddu “Infedele alla linea” con prefazione di Ascanio Celestini). Al suo lavoro sono state dedicate numerose personali tra cui nel 2012 Girlbook_Boybook, a cura di Chiara Pirozzi, Dino Morra      Contemporary Art, e nel 2015 Mädchen/wrinkle vacuum elastomer/dry preservation of fairy damsels met in forest wide, a cura di Alessandra Timossi e Maurizio Vallebona, Aboutness Contemporary Art, Genova. Adults don’t exist/Gli adulti non esistono, a cura di Beatrice Giovannoni, Sala Dogana, Genova. Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. Vincitrice del Premio Celeste Pittura 2011, del Premio Arte Laguna Pittura 2012 e il Celeste Prize visitors’ choice 2013.

sito personale : http://www.cristinagardumi.com

account vimeo: https://vimeo.com/user12414567

account Facebook: Cristina Gardumi

79rosso

Mostre, residenze ed eventi nel cuore dell’Oltrano a Firenze

via dei Serragli 79r, Firenze
sito web: http://www.79rosso.it
mail: hello@79rosso.it
instagram e FB: 79rosso

Segni Leggeri. Internet is not forever | BAG Gallery Parma

Segni Leggeri 

Internet non è per sempre

A cura di Alessandra Ioalé

 

BAG Gallery 

Borgo Ronchini 3 Parma

Opening 28 aprile 2017 ore 18.00

Dal 28 aprile al 28 maggio

 

Venerdì 28 aprile alle ore 18, BAG Gallery di Parma è lieta di presentare “Segni Leggeri. Internet non è per sempre”, la bipersonale di Guido Segni e Luca Leggero a cura di Alessandra Ioalé. Una mostra inconsueta che la BAG decide di ospitare per la particolarità e la forza concettuale che contraddistinguono le ricerche dei due artisti toscani, posti in un dialogo di confronto che ne mette in evidenza i punti di tangenza, le peculiari caratteristiche e gli originali punti di vista su ciò che concerne l’uso e la presenza di Internet nella vita quotidiana di ciascun individuo contemporaneo. Tutto ciò si traduce in un percorso espositivo cronologico e tematico in cui si colloca una serie di opere realizzate dal 2013 al 2015, fino agli ultimi due lavori, presentati per la prima volta in questa occasione, che chiudono il percorso in galleria ma introducono già le nuove possibilità di ricerca dei due autori.

Riflettendo su tematiche attuali, ma ancora molto poco considerate, come l’immateriale digitale, l’obsolescenza programmata e la conseguente esigenza di materializzazione dell’effimero in ambito web, Segni e Leggero sono riusciti ad andare ben oltre ciò che noi possiamo definire new media art, proprio in favore di una multidisciplinarietà che soddisfi, prima di tutto, esigenze estetico-espressive in accordo con la riflessione concettuale attuata, che pone le sue radici nel web per poi oltrepassare il confine virtuale e prendere vita in performance e materializzarsi in opere concrete attraverso l’uso di supporti e la sperimentazione di materiali anticonvenzionali.

Dalle prime opere su web del 2013, visibili solo online, che segnano il primo punto di tangenza delle due ricerche artistiche ragionando su l’obsolescenza programmata, passando per progetti come la performance algoritmica “A quiet desert failure” elaborata da Guido Segni nel 2015 e la serie di tele Google Art On Canvas iniziata nel 2015 da Luca Leggero, che ampliano tale riflessione ai contenuti on line dei database di immagini stoccate nei server di Google Maps e Google Art. Incontriamo poi opere dal carattere più critico e allo stesso tempo più ironico, come le bandiere Facebook lgbt Flag di Leggero del 2015 e le video performance online Work less Work all di Segni del 2014, che riflettono sui fenomeni di massa generati all’interno di sistemi propri dell’era digitale o post-digitale, in ambito socio-culturale e lavorativo. Infine ritroviamo i due artisti e la loro ricerca nuovamente vicini, stavolta per ciò che concerne l’esigenza di materializzare ciò che nasce in ambito virtuale, con due opere inedite realizzate tra il 2016 e il 2017: il basso rilievo Verba Volant di Guido Segni e la serie di sculture Google Material Art di Luca Leggero.

Con tali modalità di espressione di visioni, ironiche quanto mai critiche, su una realtà sociale sempre meno reale e più riversa in quella virtuale, con la preoccupazione della possibilità che arrivi anche per Internet il tempo di spirare, riproponendosi irrimediabilmente la problematica della memoria e del mancato lascito ai posteri, i due artisti sono diventati ben presto rappresentanti significativi e le loro ricerche divenute punti di riferimento di questo campo dell’arte in accordo con ciò che sta accadendo nel panorama attuale nazionale e internazionale.

In occasione della mostra sarà realizzato il catalogo in edizione limitata.

 

Luca Leggero

Con il suo lavoro ha prodotto una personale rilettura della storia dell’arte mettendola in relazione con il web. Ha usato i telefoni cellulari in modo alternativo, creando performance audio e video, composizioni musicali e installazioni. Recentemente si interessa alla sempre crescente influenza che i le grandi compagnie dot-com esercitano sulla nostra vita quotidiana. È fondatore del collettivo multimediale MAIS e fa parte del comitato editoriale della casa editrice di libri d’artista Atypo.org. Ultime esposizioni: “(More) Google Art on Canvas“, City Art, Milan, “Google Art on Canvas“, ULTRA c/o eflux, Udine, “Con desiderio e con timore“, Placentia Arte, Piacenza, “BAU A3D“, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, “XXIV waves for piano solo – to David Lynch“, Lucca Film Festival, Lucca, “Contemporary Cities“, HOC/, Internet. Pubblicazioni: “Quando l’arte catturata da Google torna su tela” by Federico Martelli, The Creators Project; “Libro d’artista moltiplicato: segno, oggetto, ambiente come forme di comunicazione” by Natalia Molchanova, Accademia di belle arti di Brera, Milan; “Understanding Software: Why Software Studies Matter” byArthur Teutler, UvA New Media Studies Course, University of Amsterdam; “Luca Leggero, Contemporary Cities” by Irene Panzani, Observatoirexpansé; “ISSUE #2 Interview with Luca Leggero” by Giulia Daolio, HOC/. http://www.leggerostudio.com

 

Guido Segni

Vive e lavora in Italia, all’estero e in Internet nelle intersezioni tra arte, cultura dei nuovi media e allucinazioni digitali. Co-fondatore del gruppo Les Liens Invisibles, ha esposto internazionalmente in gallerie, musei (MAXXI Rome, New School of New York, KUMU Art Museum of Talinn) e festival di arte contemporanea e nuovi media (International Venice Biennale, Piemonte SHARE Festival, Transmediale). Ha recentemente vinto una menzione onoraria al Festival Transmediale di Berlino (2011). Artista e Webdesigner, si occupa di arte e nuovi media dalla fine degli anni ‘90. Ha scritto articoli e recensioni per le più note riviste di settore (Neural, Digicult). Insegna all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Segue laboratori pratici e corsi di formazione legati al mondo della produzione digitale e multimediale. Ultime esposizioni: “A New Social Contract”, curated by Elena Giulia Abbiatici for OFF Biennale, Cairo, November 28 – December 29 2015; “Object” | Pixxelpoint media art festival curated by Igor Štromajer, Nova Gorica and Gorizia , November 27 – December 4 2015; “(in)exactitude in science” @ The Wrong: New Digital Art Biennale, curated by Filippo Lorenzin and Kamilia Kard, November 1– January 31 2016; “Ego Update. Die Zukunft der digitalen Identität” curated by Alain Bieber, NRW-Forum, Düsseldorf , September 19 – January 17 2016; “Random Access Memory” Media Art Festival, Art Museum Arad, Romania, October 17 – November 17, 2014; “Reality check” curated by Filippo Lorenzin, Spazio ULTRA, Udine, October 4 – November 15 , 2014; “Pics or it didn’t happen” online solo exhibition at HOC Gallery, July 15 – October 15, 2014.

 

INAUGURAZIONE: venerdì 28 aprile 2017 – ore 18.00

 

BAG Gallery Parma, Borgo Ronchini 3 (centro storico)

29 aprile – 28 maggio 2017

 

 

Orari di apertura: (ingresso libero)

giovedì – domenica | 16.00 – 21.00 (anche su appuntamento)

http://www.bag-gallery.com

 

 

Contatti per la stampa

 

BDG Press

+39 338.1404626 | +39 366.1977633

relationship.bdg@bildung-inc.com

 

 

BAG GALLERY

Pesaro, Via Passeri 95, 61121 (IT) | bag.gallery.pesaro@gmail.com

Parma, Borgo Ronchini 3, 43121 (IT) | bag.gallery.parma@gmail.com

 

ZEITGEIST Art Exhibit Group

Informazioni generali: zeitgeist.pesaro@gmail.com

Panico Totale at Hole of Fame Gallery | Book presentation in Dresden!

The 4th of may, in occasion of the exhibition “Walls, Trains & Vagabonds”, part of the Accomplices Across Borders series at the Hole of Fame Gallery in Dresden, the book PANICO TOTALE Pisa Convention 1996 – 2000 by Alessandra Ioalé will be present. This book is the first book about the history of a Hip Hop convention that ran for 5 years in Italy. The book provides a section where it is described the Tuscan scene of graffiti art and Hip Hop culture, and provides a second section with wonderful photographic selection of the walls realized each years of the Panico Totale convention. The book is fundamental to study the development of this scene and to know the roots some important Italian urban artists today, like Ozmo, Etnik, Aris and Zed1.

The book

Between 1996 and 2000, Panico Totale has been one of the most important European graffiti conventions. It was organized in Pisa and really supported graffiti and hip hop cultures in spreading all around Italy. As the result of a massive 3 years’ research by Alessandra Ioalè, this book now provides a section where it is described the Tuscan scene of graffiti art and Hip Hop culture. This part is based on to a series of 20 interviews with more than 50 writers that have taken part to Panico Totale. As much as, the book provides of a wonderful selection of more than 100 photos of walls, flyers, documents and memorabilia coming from several private archives. The book comes with a double face jacket where the Etnik’s illustration designed for the 1998 edition’s poster of Panico Totale, is reproduced.

“Accomplices Across Borders – Walls, Trains & Vagabonds” at the Hole of Fame Gallery

It’s a daily affair to cross borders in Street and Urban Art Scene. Artists move naturally in Europe and around the world. They count less on official financial support as on an international network of artists and activists. That type of exchange is focussed in the exhibition Walls, Trains & Vagabonds which invites artists and curators from France, Ukraine, Italy, Belgium and Germany to come to Dresden. The artists: Jens Besser (D), Blasej Ruzin (UKR), WanderlustSocialClub (F/BEL). The curators: Eric Vogel (DE) Alessandra Ioalè (IT).

2017 Hole of Fame widens the series “Accomplacies” by the project „Across Borders“. Therefore the networking of artists is pursued – artists whom borders block opportunities for exhibitions and cooperations or artists working across border anyway. The series researches for answers about the questions “whether” and „how“ intellectual and real existent borders due to artistic work are crossed and how to go abroad the networks resulting out of this practice.

Hole of Fame is supported by Cultural Foundation Of Saxony, the Department for Culture – City of Dresden and Foundation “Äußere Neustadt”.

 

Alessandra Ioalé – Art Historian. Born in Pisa (Italy) in 1982. After the study in History of Contemporary Art, she get in touch with the first examples of urban muralism and she holds important the study of the Writing, on which she writes essays and articles today. In the last five years she has collaborated with Italian artists and other cultural professionals of the urban art. She curated solo show and wrote critical texts for some of the more active and representative italian artists of the post-graffitism and international urban muralism, as independent curator and historian of Graffiti Writing’s discipline.

 

Web: https://rdv-alessandraioale.com

FB book fan page: https://www.facebook.com/panicototalepisa

Shop online: panicototale.bigcartel.com

 

PANICO TOTALE Pisa Convention 1996 – 2000

by Alessandra Ioalé

I-XV, 96 pages, colour, hardcover, with dust jacket.

First limited edition of 500 signed and numbered by Etnik.

Language: Italian.

Prize: 18 euro
Year: 2016

Panico Totale a SPOT | Presentazione del libro a Torino

Spot Grafftishop Torino presenta

PANICO TOTALE Pisa Convention 1996 – 2000

di Alessandra Ioalé

Sabato 22 aprile dalle ore 16 alle 20
Spot Graffitishop

Via dei quartieri 10/a Torino
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Incontro con l’autrice Alessandra Ioalé e gli artisti ETNIK e MrFiodor moderati da Maurizio Amendola
Per l’occasione Etnik realizzerà uno dei suoi pezzi all’interno del negozio
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Informazioni & link
Autrice – https://rdv-alessandraioale.com/
Shop online – http://panicototale.bigcartel.com/

Pagina FB del libro: https://www.facebook.com/panicototalepisa

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Panico Totale – Il libro

A vent’anni dalla prima edizione di Panico Totale, il 9 dicembre 2016 è uscito il libro Panico Totale Pisa Convention 1996 – 2000 di Alessandra Ioalé, che racconta la storia della storica manifestazione, che dal 1996 al 2000 ha raccolto tutta la cultura di strada italiana a Pisa, attraverso le parole e i ricordi di chi fu parte di quella rivoluzione. Più di 20 interviste, 50 artisti coinvolti e una inestimabile galleria di fotografie inedite dei pezzi, flyer e altre curiosità. Tre anni di lavoro e ricerche per archiviare, rivivere e raccontare cinque edizioni di una convention che ha lasciato un segno indelebile nel carattere della città, influenzandone i tratti urbani e affidandole una inestimabile eredità artistica. Un documento storico per immagini scattate da chi c’era per documentare stile e attitude di una cultura. Un libro che documenta gli esordi nel Writing di alcune personalità oggi diventate protagoniste della scena artistica urbana italiana e straniera. Uno degli eventi che promosse la cultura Hip Hop e il Graffiti Writing in Italia attraverso la visione di un gruppo di persone che ha fatto di una città minore, senza orizzonti contemporanei, un centro di propulsione e un punto di riferimento sulla mappa del Writing, nazionale e non solo.

Primo libro in Italia a documentare una manifestazione italiana di tal genere, è realizzato in questa prima edizione, a cura del collettivo Spectre, limitata a 500 esemplari, numerati e firmati, con la riproduzione nel retro di sovraccoperta dell’illustrazione originale che Etnik, uno dei protagonisti di Panico Totale, realizzò per il manifesto dell’edizione del 1998.

 

Alessandra Ioalé – Storica dell’arte. Nata a Pisa, classe 1982. Dopo il periodo di studi in Storia dell’Arte Contemporanea, entra in contatto con i primi esempi di muralismo urbano e trova presto imprescindibile lo studio del Writing, su cui scrive saggi e articoli. Negli ultimi cinque anni collabora con artisti italiani e altri protagonisti culturali dell’arte urbana, curando personali e testi critici per alcune delle personalità oggi più attive e rappresentative del post-graffitismo e del muralismo urbano internazionale, e costruendo con loro il proprio percorso di curatrice indipendente e studiosa di tale disciplina.

 

“Misdirection” di Lucia Biagi | Recap della presentazione del libro al Lanteri

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Giovedì 30 marzoLucia Biagi è stata ospite del dodicesimo appuntamento della rassegna Fumetti&Popcorn al Cinema Caffè Lanteri. In dialogo con Virginia Tonfoni (Alias, Il Manifesto), l’autrice nostrana è tornata a Pisa per presentare il suo ultimo fumetto “Misdirection”, di fresca pubblicazione per la casa editrice Eris edizioni.

Misdirection, terza opera dell’autrice, conferma le doti narrative e introspettive per cui si era già fatta notare e amare nei suoi precedenti lavori, pensiamo a Punto di fuga (Diabolo edizioni, 2014), ospite della rassegna nel 2015, che ha posto in risalto la sua peculiare delicatezza e coraggio con cui riesce a esplorare temi complicati come la questione dell’aborto.

In Misdirection Lucia Biagi cala il lettore nella mente di una ragazzina di 13 anni, decidendo però di abbandonare la narrazione da “romanzo di formazione” per abbracciare gli escamotage offerti dal genere: la suspance e le regole di un piccolo giallo che inizia e finisce nell’arco di una giornata. Il titolo, ispirato ai trucchi di magia e alla capacità degli illusionisti di distogliere l’attenzione dei propri spettatori, si focalizza sulla mancanza di lucidità che si può avere a quell’età.

Tra flash back e indizi, è il bisogno di scoprire e comprendere cosa è successo, che muove Federica, in vacanza come ogni anno con i nonni, in un residence che ha vissuto anni migliori in cui il paese scoppiava di turisti. Federica cerca di mettere insieme il puzzle che ha davanti e che le fa paura: Noemi, l’amica più grande che la fa sentire speciale quando le confida i suoi segreti, non si presenta a un appuntamento e quando Federica la cerca sembra essere sparita nel nulla. La ragazzina sente crescere il panico, tanto quanto sente crescere la confusione davanti a temi da “adulti” a cui non è preparata, come la sessualità, con cui si scontra tramite la vita dell’amica. Ma soprattutto si scontra con l’amara verità che capisce istintivamente, ben prima di poter crescere e formarsi una consapevolezza di genere: sono sempre le donne e le ragazze a sbagliare in questa società, la colpa viene data a loro ed è di loro che si spettegola in un piccolo paesino come quello, non degli uomini.

In anni in cui si dibatte molto sul ruolo dei social e della rete nella preadolescenza e nell’adolescenza, Lucia Biagi crea un mondo vero, lontano dagli stereotipi e dagli allarmismi con cui si parla di cyberbullismo e anonimato in rete, dando corpo a un personaggio complesso e contraddittorio, che con coraggio e ostinazione mette in discussione se stessa e il suo rapporto simbiotico con il suo smartphone su cui c’è tutta se stessa: il suo diario vocale, i suoi pensieri, le sue aspirazioni, tutta la sua intimità. Per scoprire alla fine che è la società reale quella che fa male e che giudica, e le nuove tecnologie sono solo strumenti che amplificano le storture della realtà.

Anteprima del libro: https://issuu.com/erisedizioni/docs/misdirection_anteprima_ c13d684a59a433

Lucia Biagi sito web: http://www.whenaworld.com

 

Cinema Caffè Lanteri

Via San Michele degli Scalzi 46, Pisa

www.cinemalanteri.com | caffe@cinemalanteri.com

“L’ultimo paese” di Federico Manzone | Recap della presentazione del libro e mostra al Lanteri

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Giovedì 9 marzo, il Cinema Caffè Lanteri per l’undicesimo appuntamento della rassegna Fumetti&Popcorn ha avuto il piacere di ospitare la presentazione del libro a fumetti “L’ultimo paese” di Federico Manzone edito da Canicola edizioni. Alle ore 20 in Sala cinema l’autore, in dialogo con Valerio Stivè (Fumettologica), ha parlato del suo grafich novel d’esordio, definito “romanzo-reportage”, in cui riesce a fondere esperienza vissuta e una documentazione attenta a squarci di finzione lirica. Collaboratore di “Internazionale” e una delle penne di spicco del graphic-news.com, Manzone esplora gli scenari di un’Italia meridionale immaginifica e arcaica, ripercorrendo i sentieri tracciati da Vittorio de Seta nei documentari sulla Calabria del secondo dopoguerra. L’incontro si è arricchito della proiezione (ad ingresso gratuito) di uno dei documentari di De Seta, “I dimenticati”, grazie alla collaborazione della Cineteca di Bologna, e come di consueto, è accompagnato dalla mostra di alcune tavole originali tratte dal libro, visibili fino al 19 marzo.

L’ultimo paese parla di isolamento dalla modernità incombente, dove la natura severa e i visi consumati sono i veri protagonisti, la cui esistenza si snoda attorno al rituale della festa dell’abete per salutare il passaggio della primavera, i miracoli celebrati e quelli mancati. Nella cornice della soleggiata campagna meridionale, dove il sacro interrompe il tempo dell’utile, si innesta la vicenda di Vittorio, un pittore che realizza ex voto, un emarginato dalla vita di una comunità da cui desidera fuggire. Sarà l’incontro con Mimino, un bambino dalla curiosità disarmante, a cambiarlo definitivamente. L’ultimo paese è un romanzo filmico che scava nella polvere della Storia, tra archetipi e illusioni, memorie e racconti orali e rimanda alla poesia documentaria di Vittorio De Seta e alle migliori atmosfere di Casa d’altri di Silvio D’Arzo.

Il disegno a grafite di Manzone, che procede tra descrizione ed evocazione, restituisce un’atmosfera narrativa dove il vivere quotidiano e le variazioni emotive emergono con un lirismo secco e avvolgente al tempo stesso. Sulle orme segniche di certi Cyril Pedrosa, Manuele Fior, Lorenzo Mattotti, l’autore filtra i toni esistenziali di una comunità rurale irradiata dall’incanto dei propri antichi rituali.

L’ultimo paese è stato realizzato con il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Federico Manzone (Cuneo, 1988) è tra i più significativi talenti della giovane editoria e una delle firme più interessanti di graphic-news.com, il portale italiano di graphic journalism. Dopo la copertina della raccolta poetica di Guido Catalano “Ti amo ma posso spiegarti” ha iniziato una collaborazione per “Internazionale” e con diverse case editrici come illustratore. L’ultimo paese, eccellente lavoro di fine studi, è il suo graphic novel di esordio.

Canicola associazione culturale è nata a Bologna nel 2004. Attraverso un progetto editoriale di ricerca in ambito grafico e narrativo, promozione di giovani autori, esposizioni, workshop, laboratori per bambini si occupa di fumetto contemporaneo e disegno. Canicola fa rete culturale con altre realtà estere affini, festival, gallerie d’arte, musei, istituzioni culturali e ha ricevuto per la sua attività diversi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

http://cargocollective.com/federicomanzone

www.canicola.net | facebook.com/canicolaedizioni | canicolaedizioni.tumblr.com

 

Mostra di tavole dal 9 al 19 marzo 2017

Cinema Caffè Lanteri

Via San Michele degli Scalzi 46, Pisa

www.cinemalanteri.com | caffe@cinemalanteri.com