Spettacoli Alice Bachi

TO BE OR NOT TO BE

Miss Sarajevo Assediata

MissSarajevoAssediata

La biblioteca Vijecnica è un luogo maledetto.

Durante l’assedio di Sarajevo, tra il 25 e il 28 Agosto 1992, la Biblioteca bruciò per tre giorni. Un rogo ininterrotto. “La pazzia visibile”, titola il Times.

Un milione e mezzo di libri.

155.000 rari.

478 manoscritti.

10 tonnellate di cenere.

“Tutta la città era ricoperta di pezzi di carta bruciata.

Volavano in aria le pagine fragili di carta bruciata,

cadendo giù come neve nera.

Afferrandola, per un attimo, fu possibile leggere un frammento di testo,

che un istante dopo si trasformava davanti ai tuoi occhi

in cenere”.

 

–          Dr. Kemal Bakarsic, bibliotecario

 

 

Il progetto

Nella notte tra il 25 e il 26 agosto 1992 iniziò il bombardamento della biblioteca di Sarajevo. La Viječnica fu distrutta dai proiettili incendiari dell’esercito serbo bosniaco, e migliaia di libri bruciarono nel rogo.

L’edificio della Viječnica fu costruito negli ultimi anni dell’800 secondo la volontà delle autorità austroungariche, le quali decisero di costruire l’edificio per dimostrare la loro potenza e per rendersi amici i musulmani locali scegliendo, secondo la loro opinione, uno stile orientale. Al termine della Seconda Guerra mondiale, il palazzo assunse un ruolo completamente diverso. Sede dell’Accademia delle Scienze, venne cominciata la raccolta di libri per costituire la cosiddetta biblioteca nazionale e  universitaria. Contenitore di un enorme e prezioso tesoro con al suo interno anche aule dove accogliere gli studenti,diventò presto un polo culturale attrattivo e d’incontro molto frequentato dai giovani, se non che un simbolo forte della capitale e della sua cultura multietnica. A dimostrazione della sua connotazione di centro d’arte a servizio dei cittadini c’è il fatto che Vladimir Vlado Vojnović, uno dei pittori più famosi e rappresentativi, aveva il suo studio proprio in cima di una delle tre torri. Dopo la distruzione della Viječnica è cominciata la sua ricostruzione, durata oltre vent’anni con un’enorme impiego di forze, che ha portato il 18 settembre scorso allo smantellamento delle impalcature e alla riscoperta della bellezza di uno dei simboli della capitale bosniaca, la Vijećnica, la cui apertura al pubblico è prevista nel maggio del 2014.

Alice Bachi, attrice diplomata al Piccolo Teatro di Milano, ha realizzato in co-produzione con il Teatro I Macelli di Certaldo uno spettacolo teatrale che racconta, in modo del tutto nuovo e personale, questa enorme tragedia socio-culturale vissuta dalla popolazione bosniaca, che ha visto distruggere uno dei suoi simboli culturali più importanti nel mondo. “Miss Sarajevo Assediata”è anche il racconto in prima persona di una giovane donna, protagonista spaventata e incredula dell’orrore accaduto alla sua città, alle persone, alla sua amata biblioteca e al tesoro contenutovi, ma non per questo remissiva e incapace di volere, nel suo piccolo, fare qualcosa. Porta con sé cinque libri salvati dal rogo della Vijecnica, “perché noi siamo le storie che ci vengono raccontate”, e questo le permette di raccontare gli orrori subiti; e soprattutto pone in evidenza, attraverso il dialogo assurdo che la protagonista instaura con il cecchino che la tiene sotto tiro, l’insensatezza di una guerra basata sull’irrazionale ideale di sopraffazione di un etnia su un’altra etnia. Proprio in occasione della conclusa ricostruzione e futura riapertura della Vijećnica. I Macelli Teatro insieme ad Alice Bachi vogliono realizzare, un più ampio e ambizioso progetto, un percorso teatrale d’intrattenimento a scopo educativo, che vede lo spettacolo teatrale protagonista nelle biblioteche di tutta Italia, aderenti al progetto, in cui verrà messo in scena, come veicolo di messaggi sulla tutela e conservazione del patrimonio librario.

Obiettivi

Miss Sarajevo Assediata”, progetto teatrale che vede la luce dopo la lunga residenza-studio a I Macelli dell’attrice Alice Bachi, è un tributo alla memoria di un pezzo di storia necessario e ancora molto sconosciuto, l’assedio della città di Sarajevo e la distruzione della sua importante biblioteca. Proprio nel concetto di “memoria storica”, che riecheggia in tutta la piéce, ritroviamo il primo degli obiettivi perseguito dall’attrice e dal Teatro in generale, quello appunto di raccontare, semplicemente, una storia. Attraverso questo atto insegnare al pubblico l’importanza delle biblioteche, oggi simbolo della memoria storica di un popolo, delle sue tradizioni, e della conservazione del patrimonio contenuto al loro interno. Lo spettacolo quindi non necessita strettamente di uno “spazio teatrale”, e visti i contenuti, abbiamo individuato proprio nel luogo “biblioteca” lo spazio giusto in cui dare risonanza maggiore alla storia originaria, restituendola in modo più diretto.

Lo spettacolo

Maggio 1993.

Aida è sotto assedio.

Si nasconde tra le rovine della Biblioteca. Da tre giorni.

Conosce bene il posto. Da studentessa universitaria, ci ha studiato e lavorato.

Ha finito il cibo e fa freddo.

Non esce perché è certa di essere sotto il tiro di un cecchino. Sente il respiro, sente gli occhi puntati su di lei.

Mancano pochi giorni a Miss Sarajevo. Il concorso si tiene in uno scantinato perché in superficie è troppo pericoloso.

Aida vorrebbe partecipare, perché la città è assediata, ma lei è ancora viva e deve sforzarsi di vivere e un concorso di bellezza è vita per una ragazza di 27 anni in una città assediata. Il cecchino la tiene sottotiro.

Il freddo punge. La fame non ti fa dormire. E neppure i topi.

Aida ha con sé cinque libri.

Alice nel Paese delle Meraviglie.

Fiabe, dei fratelli Grimm.

Frankenstein.

Fahreneit 451.

Amleto.

È dal giorno dell’incendio della biblioteca che se li porta con sé, che li protegge dalla distruzione che non si arresta.

Parlerà col cecchino, cercherà la sua pietà e la sua vendetta, parlerà con i personaggi-fantasma dei libri che la circondano, si confonderà con loro, rubando a quelle storie l’amore, l’avventura, l’orrore che non può scegliere.

 “Siamo le storie che ci vengono raccontate, cecchino. Se impariamo l’amore da Romeo e Giulietta e la gelosia da Otello diventiamo una cosa. Se accendiamo la radio e ascoltiamo le follie dei nostri leaders, diventiamo qualcos’altro”

Racconterà il fiume Miljacka e lo stupro sistematicoe la pulizia etnica, l’etica del cecchino da week-end e il tunnel.

Ripeterà una filastrocca come una preghiera, per quei 75.000 bambini di Sarajevo che, prima della buonanotte, sono stati per il 40% bersaglio di cecchini, per il 51% testimoni di almeno un omicidio, per il 39% orfani, per il 19% testimoni di un massacro, per il 48% hanno visto le loro case occupate, per il 73% le case bombardate, per l’89% sono vissuti in rifugi sotterranei.

Fino all’inevitabile fine.

E’ più nobile d’animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell’iniqua fortuna

Sarò la tua Valentina

O prender l’armi contro un mare di triboli e, combattendo, disperderli?

Lui si alzò, si vestì, aprì l’usciolo, fece entrare la fanciulla, che fanciulla fuori più non uscì.

Morire, dormire, nulla di più.

Drammaturgia originale: Federico Guerri e Alice Bachi

 

Spazi in cui è andato in scena

Maggio 2012 – I Macelli Certaldo

Luglio 2012 – Mercantia Certaldo

Sabato 9 marzo 2013 – Concorso UNO Teatro del Romito Firenze;

Sabato 14 marzo 2013 – Biblioteca della Ghisa, Follonica (GR);

Sabato 15 giugno 2013 – Biblioteca SMS di Pisa (PI)

Prossime date

Sabato 5 ottobre – Biblioteca Comunale di San Casciano Val di Pesa (FI)

Co-produzione: Le Blatte e I Macelli

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