Sull’onda del Grand Opening. A Prato l’arte contemporanea è protagonista in fermento e intorno ad essa si fa network!

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Nei giorni appena precedenti la grande riapertura del Museo Pecci, a Prato gli spazi indipendenti in cui l’arte contemporanea da anni è in fermento, grazie a giovani e instancabili artisti operanti sul territorio, o spazi più giovani, addirittura aperti in questa occasione, dove prendono vita forme contemporanee dell’arte nuove ed alternative, si sono coordinati, organizzati e impegnati al fine di sfruttare l’onda del Grand Opening e portare all’attenzione del grande e piccolo pubblico accorso i propri progetti, le proprie finalità e ricerche, insomma mostrare tutto quello che sta accadendo sul tessuto pratese, intessendo anche un network del contemporaneo presentato in questa occasione (.con contemporaneo condiviso).

Partiamo col SC17 (StudioCorte 17) di Via Genova, un’officina creativa, la vorrei definire, che da dieci anni è tenuta viva dall’artista Chiara Bettazzi insieme oggi agli artisti Massimiliano Turco, Gaetano Cunsolo, e alla sound performer Gea Brown. All’interno dello spazio si sviluppa il dialogo nato dall’incontro e dalla collaborazione tra gli artisti di SC17 e i tre artisti in residenza di Villa Romana 2016 di Firenze: Stefan Volgel, Nico Joana Weber e Jonas Weichsel che hanno visitato lo spazio questa primavera. Installazioni, sculture, video e progetti inediti o trasformati in qualcosa di nuovo, saggi di idee in divenire, che hanno preso forma nel confronto con questo luogo che al tempo stesso è spazio di produzione artistica ed espositivo della stessa ponendo così l’accento sulle molteplici possibilità e capacità estetico-espressive intrinseche al lavoro creativo quando posto in relazione a luoghi con una determinata vocazione. Ho trovato affascinante la ricerca e le opere di Chiara Bettazzi che ha presentato un’installazione di diversi pezzi scultorei, risultati di successive manipolazioni di opere precedenti con oggetti in ceramica di recupero poi lavorati singolarmente che ricomposti e rimontati interagendo con lo spazio hanno assunto una forma ancora diversa e nuova. 

STUDI - SC17+Villa Romana - Foto di Margherita Nuti

STUDI – SC17+Villa Romana – Foto di Margherita Nuti

STUDI-SC17/VillaRomana - Foto di Margherita Nuti

Chiara Bettazzi “Senza titolo” Installazione scultorea – Foto di Margherita Nuti

Chiara Bettazzi - Foto di Margherita Nuti

Chiara Bettazzi “Senza titolo” – Foto di Margherita Nuti

Massimiliano Turco - Foto di Margherita Nuti

Massimiliano Turco “Rizoma” – Foto di Margherita Nuti

Adiacente al SC17 si trova invece Artforms al cui interno ha inaugurato Preludio a cura di Matteo Innocenti. Una mostra di tre preziosi libri d’artista: “L’orizzonte degli eventi” di Emanuele Becheri, che mette a confronto disegno e poesia in reciproca ispirazione; “Volta” di Francesco Carone, che opera un’interpretazione del ciclo di affreschi di Gionne nella Cappella degli Scrovegni riportando sulle pagine bianche del libro solo le aureole dorate per mettere in rilievo l’elemento scultoreo della tecnica a fresco e enfatizzare l’armonia interna del ciclo pittorico; e “Taccuino” di Giovanni De Lazzari, pagine ripiegate su cui l’artista annota qualsiasi tipo di riflessione personale ricorrendo alla compresenza della parola scritta e del disegno. Dall’edizione unica di Carone a quella limitata a 50 copie di Becheri e quella ancora da pubblicare (non è certo) di De Lazzari, le tre opere possono essere il preludio inteso come qualcosa che si esegue insieme, un dialogo in tempo reale appunto tra i tre libri, che nel loro essere libro e opera insieme sviluppano relazioni di senso e concetto inedite e proprie della ricerca di questi tre artisti; ma possono anche rappresentare il preludio di una nuova storia ancora da narrare, quella latente in chi osserva i tre libri posti in un ambiente studiato per favorire la concentrazione e la lettura, e quella latente nella ricerca degli stessi artisti. Mostra visibile fino al 26 ottobre, Via Genova 17/8

Becheri Orizzonte degli eventi - "Preludio" @ Artforms - Foto Pamela Gori

Emanuele Becheri “Orizzonte degli eventi” – Foto Pamela Gori

Becheri "Orizzonte degli eventi" - "Preludio" @ Artforms

Emanuele Becheri “Orizzonte degli eventi”

Taccuino- Foto Pamela Gori

Taccuino – Foto Pamela Gori

Volta - Foto Pamela Gori

Volta – Foto Pamela Gori

Volta - Foto Pamela Gori

Volta – Foto Pamela Gori

Sono andata poi a visitare uno spazio un pò più centrale, quello MOO in Via San Giorgio 9A, che ospita l’opera installativa site specific “Cemento” di Franco Menicagli. Un’opera che invade completamente l’ambiente espositivo e mette in luce quelli che sono i vantaggi del costruire umano che inventa nuovi modi per unire materiali diversi e realizzare l’idea di una città che sale, ma esprime anche le problematiche di un’urbanizzazione in favore di una eccessiva cementificazione. Una doppia lettura dell’opera, complementare e contrapposta, che riflette il pensiero ambivalente dell’artista ed è riflessa nella struttura stessa dell’installazione, stabile e precaria, resistente e fragile al tempo stesso, composta da una costruzione di pilastri, simbolo del costruire moderno, realizzati con mattonelle di recupero che fungono da cassaforme, dai quali spuntano dei ferri; a questa si contrappone e si eleva una costruzione aerea di listelli di legno dalla forma sinuosa e flessibile che va a tangere e percorre tutte le superfici dello spazio. Quest’ultima parte del lavoro di Menicagli si costruisce in relazione all’ambiente che lo contiene, innescando un parallelismo diretto con il concetto di costruzione “vivente” all’interno del paesaggio in cui è inserita. La mostra resterà visibile fino al 2 dicembre. Purtroppo non ho fatto in tempo a visitare LATO in Piazza San Marco, l’altro spazio correlato a MOO, dove potrete visitare invece la mostra A place to be di Paolo Parisi.

Franco Menicagli "Cemento"

Franco Menicagli “Cemento”

Franco Menicagli "Cemento"

Franco Menicagli “Cemento”

Franco Menicagli "Cemento"

Franco Menicagli “Cemento”

Anche la galleria Die Mauer Arte Contemporanea coglie l’occasione per proporre le ricerche di tre artisti. Mi colpiscono le opere di Massimiliano Turco in “divenire” a cura di Alessandra Tempesti, che rappresentano alcuni passaggi avvenuti nel lavoro di ricerca dell’artista; l’atto creativo di Turco si traduce in un linguaggio di segni minimi e ripetitivi, ma non identici, rigorosi e sequenziali, che traccia prima sul marmo poi sulla carta e tornare alla superficie solida marmorea. In questi passaggi, l’incursione del gesto pittorico porta a un’ulteriore involuzione creativa del segno sulla carta che arrotolata su se stessa rivela la sua prossimità alla consistenza del marmo grezzo come il pezzo collocato lì vicino. Catturano la mia attenzione anche le opere su tela e tavola di Gianfranco Chiavacci in “La Grammatica della Macchina” a cura di Pietro Gaglianò

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Gianfranco Chiavacci

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Gianfranco Chiavacci

A questo corollario di spazi e relative mostre, si aggiungono poi i progetti realizzati ad hoc per l’occasione e promossi dallo stesso Centro Pecci, come “La torre di Babele“, una magnifica e suggestiva collettiva curata da Pietro Gaglianò all’interno degli spazi ex industriali delle Officine Lucchesi (Piazza dei Macelli), che ha l’obiettivo di ricomporre la geografia artistica delle gallerie d’arte contemporanea che da anni operano sul territorio toscano per diffondere una cultura estetica eterogenea. Ogni realtà facenti parte del circuito ANGAMC Toscana sono state invitate a presentare il lavoro di uno artista da esse rappresentato. Ventitre artisti, ventitre personalità dai Maestri del Novecento, dalla carriera già consolidata a livello internazionale, ad artisti più sperimentali della nuova generazione con un percorso di ricerca già consolidato e riconosciuto. Il tema della la Torre di Babele richiama la sfida dell’uomo nel superamento dei propri limiti per il raggiungimento di una visione comune. Un disegno più grande che contenga tutte le eterogeneità autonome, come quello del panorama contemporaneo dell’arte in Toscana che si ricompone attraverso i ventitre linguaggi artistici diversi posti nel percorso espositivo. La mostra resterà visibile fino al 6 novembre.

"Lap Dance" Francesco Carone presentato da Spazio A (Pistoia)

“Lap Dance” Francesco Carone presentato da Spazio A (Pistoia)

Particolare dell'installazione site specific "Lap Dance" di Francesco Carone

Particolare dell’installazione site specific “Lap Dance” di Francesco Carone

Carlo Colli presentato da Die Mauer Arte contemporanea

“Skin N125” e “Skin N124” Carlo Colli presentato da Die Mauer Arte Contemporanea Prato

Marta dell'Angelo presentata da Passaggi Arte Contemporanea (PI)

“Folata” Marta dell’Angelo presentata da Passaggi Arte Contemporanea (PI)

Ontani

“Martir Eros della morte dell’Arte” Luigi Ontani presentato dalla Galleria Santo Ficara

Sassolino presentato dalla Galleria Continua (San Gimignano)

“Nucleo” Arcangelo Sassolino presentato dalla Galleria Continua (San Gimignano)

Concludo in bellezza la mia giornata a Prato partecipando all’opening della mostra Inside Lottozero, con cui è si sono appunto inaugurate le attività di Lottozero, che si prefigura come laboratorio, spazio espositivo e molto altro ancora dedicato all’esplorazione dell’uso del materiale tessile nell’arte contemporanea. Tema quest’ultimo che lega le opere dei 13 artisti italiani ed europei invitati ad esporre, anche per la prima volta in Italia, per la mostra. Un opening della durata di 12 ore con live e sound performences che hanno coinvolto il pubblico in un’esperienza sensoriale a 360° dal tardo pomeriggio fino alla mattina del giorno dopo. 

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Claudia Losi

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Anna Rose

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Kathrin Stumreich – Fabricmachine, sound installation and live performance

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Virginie Rebetez UnderCover

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Aldo Lanzini – Performance delle maschere e dei costumi progettati dall’artista

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