La nascita di “un’immagine sorprendente”. Mimmo Paladino e la rilettura dei grandi classici | Palazzo Blu Pisa

In una piccola ala al secondo piano di Palazzo Blu di Pisa, dalle pareti storicamente affrescate con squisiti cicli decorativi tardo settecenteschi, spiccano le 98 opere grafiche di uno dei più importanti esponenti della Transavanguardia, Mimmo Paladino. Scelte, ordinate e ben disposte per il piacere e lo stupore del pubblico, le opere sono divise in tre sezioni tematiche che compongono la mostra “Un’immagine sorprendente” a cura di Giorgio Bacci. Ed è proprio la ricerca di un’immagine che sorprenda chi guarda e chi legge un grande classico della letteratura è lo scopo del grande artista contemporaneo nella veste qui di illustratore per opere editoriali rare e preziose, in tiratura limitata come l’Iliade e l’Odissea di Omero, l’Orlando Furioso e Il Milione di Marco Polo, che per opere invece di ampia accessibilità e divulgazione come Le Metamorfosi.

Dalla serie "Tristi Tropici"

Dalla serie “Tristi Tropici”

Immagini originali, in cui vediamo affiorare le influenze e la lezione dei grandi maestri del ‘900, da Picasso a Debuffet e Baj, fino a Matisse e Licini, ai quali il Maestro fa riferimento e con i quali dialoga di volta in volta secondo la sua volontà espressiva; fresche nell’utilizzo quando della matita, dell’acquarello, della xilografia o del collage, e quando di tutte queste tecniche insieme; a volte ironiche ma allo stesso tempo cariche di significato, portatrici di un messaggio più profondo, l’essenza delle pagine scritte.

Tutte nate con la volontà di destituire i vecchi dettami secondo i quali leggere e interpretare questi classici, e dare ad essi una nuova chance interpretativa perché come Calvino insegna e il curatore ci riporta alla mente “[…] 4. D’un classico ogni rilettura è una lettura di scoperta come la prima. 5. D’un classico ogni prima lettura è in realtà una rilettura. […] 6. Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

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Il percorso inizia dal tema del “viaggio”, quello avventuroso di Ulisse e di introspezione e visionario di Dante fino a quello di scoperta dell’Estremo Oriente di Marco Polo dai quali sono nate delle opere letterarie memorabili con cui Paladino si confronta nelle nuove e pregiate edizioni, scegliendo per ognuno una tecnica grafica diversa ad hoc. Di spicco l’uso della xilografia per le splendide e minute cornici decorative in cui sono racchiuse le immagini illustrative de Il Milione.

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La seconda sala  invece dedica spazio al tema della mutazione, della metamorfosi delle forme espresso proprio nella serie di inchiostri de “Le Metamorfosi” attraverso un segno meno preciso e netto ma volubile e sinuoso proprio della sfuggevolezza del concetto stesso. Nell’idea invece di viaggio all’interno del cambiamento si innesta quella che potrebbe essere per l’artista la ricerca della propria autenticità e delle proprie origini con la serie dei “Tristi Tropici”, di particolare pregio per l’uso di diverse tecniche come il collage polimaterico, in cui ritroviamo i canoni stilistici che caratterizzano da sempre la ricerca di Paladino.

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Arrivando infine nell’ultima sala, veniamo messi di fronte a un tema molto importante, che ci riguarda da vicino, quello del “dissidio tra apparenza e realtà, maschera e volto, vero e falso”, esplicato nelle illustrazioni de “L’Orlando Furioso” e del “Don Chisciotte”. Il primo la rappresentazione della perdita di senno associato alla perdita del senso compiuto assunto dalle lettere; il secondo invece diviene il capovolgimento ironico della realtà stessa, in cui si tenta di ricercare il senso nascosto da portare alla luce. Un tema questo che diventa monito costante nel percorso che affrontiamo quotidianamente nella società odierna, e per l’artista è un’occasione per riflettere sul potere che il linguaggio delle parole assume quando evoca, dissimula, lascia intendere diventando ambiguo e ambivalente. 

Fino al 13 Settembre | Ingresso gratuito – Per maggiori informazioni www.palazzoblu.org

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