HUMAN | Le sculture di Antony Gormley al Forte Belvedere di Firenze | Video e foto

Fino al 27 Settembre 2015 sarà possibile visitare “Human”, la personale di Antony Gormley al Forte Belvedere di Firenze,  in mostra da questa primavera. Se lo scorso anno protagoniste furono le opere di Giuseppe Penone con “Prospettiva vegetale”, quest’anno sono i due adattamenti dell’opera scultorea Cristal mass II (1995) e il gruppo scultoreo Blockwork a innestare  un nuovo dialogo nei luoghi verdi e negli spazi del Forte. Per lo scultore inglese questo caratteristico sito fiorentino è il secondo protagonista della sua bellissima storia/mostra. Stavolta infatti lo spazio dell’arte si identifica con questa straordinaria architettura, la cui configurazione e ciò che rappresenta “invita a riflettere su come l’architettura possa essere rifugio, possa proteggere e dominare sia la gente che lo spazio” che sovrasta, quello appunto della città di Firenze, “archetipo di un ideale urbano”. Il pensiero e tutto il lavoro di ricerca di Gormley è volto verso il tentativo di creare un rapporto tra lo spazio e le opere che in esso pone, atto a stimolare nuovi comportamenti, pensieri e sentimenti nel pubblico. Ed è per ciò che l’artista ha scelto queste due serie scultoree. Il loro essere a misura d’uomo consente “alla massa e alla forma” di questa fortezza e allo stesso tempo opera d’arte architettonica di aprirsi a loro ed “esprimersi”, soddisfacendo così quell’indagine sul rapporto tra il corpo umano e lo spazio che l’artista porta avanti da tempo.

La prima serie si compone di dodici figure antropomorfe, ognuna delle quali è stata riprodotta in cinque copie, per un totale di sessanta sculture che possono essere orientate in modo diverso. In questo gruppo scultoreo si riproduce una gamma di pose base del corpo umano, dalla contemplativa a quella di supplica, da quella del cordoglio a quella dell’ossequio; c’è chi è sull’attenti proto a ricevere un ordine e chi invece è perso nei suoi sogni.

Nella zona est della terrazza inferiore queste dodici pose sono disposte in progressione lineare, dalla posa fetale a quella contemplativa, come a rappresentare una “evoluzione dell’uomo”. Sul lato opposto, le stesse pose sono collocate una sopra all’altra in un ammasso confuso, come oggetti in ferro abbandonati a rappresentare il lato oscuro che si nasconde dietro a ogni idea di progresso umano.  Una dialettica tra aspirazione e abiezione che crea una tensione in tutta la mostra.

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Le opere spuntano in ogni angolo e sono collocate a ricoprire tutte le superfici del Forte, creando un dialogo tra anatomia e architettura forte e continuo, crescente e spiazzante. Dalla simmetria di Cristal Mass si passa alle forme maggiormente cubiche e caotiche dei Blockwork.

“Una singola opera, posta contro la parete d’entrata di una galleria a est, dà vita a un collegamento tra edificio e corpo umano, oltre a sottolineare il contrasto tra idealismo della città rinascimentale e la figura del senzatetto che si ripara in un portone.”

Figura del senzatetto

Figura del senzatetto

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Nella terrazza superiore, fuori dalla loggia, una figura del gruppo scultoreo Cristal Mass in posa di cordoglio è idealmente collegata nella sua osservazione della linea d’orizzonte, ad un altro elemento dei Blockwork che contempla la campagna.

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“Nel cuore della mostra, posta nell’antico deposito della polvere da sparo, vi è una singola scultura composta da cubi: l’idealizzazione della statua collocata sul proprio piedistallo viene così sostituita dal phatos di un prigioniero, messo in mostra sopra una statua.”

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La volontà dell’artista è quella di “aprire il Forte a sollecitazioni scultoree” ricercando i luoghi migliori dove poter attuare confronti e allusioni con lo scopo di far riflettere il visitatore “sul modo in cui si pone nei confronti degli spazi che lo circondano”.

E’ emozionante il contrasto che si sprigiona davanti i miei occhi di spettatrice, tra il pubblico variegato curioso, intento a fotografare e disquisire sulle pose e le forme cubiche degli elementi, a “giocare” con esse. Un contrasto che esalta e distingue l’immobilità di queste sculture nello spazio vivo e vissuto da persone che non riescono a stare ferme ma che in qualche modo sono sollecitate a interagire con esse.

Non fatevi sfuggire quindi questa stimolante occasione, irripetibile sia per grandezza che per bellezza, ed esperire al meglio le opere di Antony Gormley, grande artista al quale si deve dare atto del fatto che ha fortemente voluto che l’entrata fosse gratuita dando la possibilità a tutti di poter godere di questo spettacolo.

http://museicivicifiorentini.comune.fi.it/fortebelvedere/

Biografia

Antony Gormley è ampiamente acclamato per le sue sculture, installazioni e opere d’arte pubblica con cui ha sviluppato il potenziale aperto dalla scultura a partire dagli anni sessanta del secolo scorso attraverso un impegno critico sia con il proprio corpo che con quello degli altri affrontando questioni fondamentali relative alla posizione degli esseri umani in rapporto con la natura e il cosmo. I lavori di Gormley sono stati ampiamente esposti in tutto il Regno Unito e a livello internazionale con mostre: Zentrum Paul Klee, Berna (2014); Centro Cultural Banco do Brasil, São Paulo, Rio de Janeiro e Brasilia (2012);  Deichtorhallen, Hamburg (2012); museo dell’eremo, St Petersburg (2011);  Kunsthaus Bregenz, Austria (2010); Hayward Gallery, Londra (2007); Malmö Konsthall, Svezia (1993) e Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, Danimarca (1989). Ha inoltre partecipato a importanti mostre collettive come la Biennale di Venezia (1982 e 1986) e Documenta 8, Kassel, Germania (1987). Opere pubbliche permanenti includono l’Angel of the North (Gateshead, Inghilterra), Another Place (Crosby Beach, Inghilterra), Dentro Australia (Lake Ballard, Western Australia) e Exposure (Lelystad, Olanda). Gormley è stato insignito del Turner Prize nel 1994, il South Bank Prize for Visual Art nel 1999, la Bernhard Heiliger Premio per la Scultura nel 2007, il Premio Obayashi nel 2012 e il Praemium Imperiale nel 2013. Nel 1997 è stato nominato Ufficiale dell’Iimpero Britannico (OBE) e Cavaliere [Sir] dalla Regina Elisabetta II nel 2014 nella tradizionale carrellata di nuovi titoli nobiliari erogati a capodanno. E’ membro onorario del Royal Institute of British Architects, nonché dottore honoris causa dell’Università di Cambridge e Fellow di Trinity College e Jesus College della stessa Università.  E’ Accademico Reale dal 2003 e membro fiduciario del consiglio di amministrazione del British Museum dal 2007. Antony Gormley è nato a Londra nel 1950.

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