Linea di Pensiero – Esposizione di atti diversamente vandalici @ Cantiere Sanbernardo Pisa

Dal 22 maggio al 6 giugno

Cantieresanbernardo, in via Pietro Gori, Pisa
dalle h 16 alle h 20 ( ingresso libero )

Linea di Pensiero – Esposizione di atti diversamente vandalici
INAUGURAZIONE il 22 maggio
Ore 19 inaugurazione con sonorizazione di AUTOBAM/Simone Lalli (evento FB)
Ore 22:30 DI MAGGIO BASEBALL TEAM (evento FB)

Graffiti, graffiti e solo graffiti. Ancora ancora, e ancora.
Disegno graffiti da diciassette anni. Disegnare e dipingere graffiti può voler dire la stessa cosa, o due cose differenti e distanti tra loro. Il disegnarli comprende lo studio delle lettere; le soluzioni d’incastro tra di loro, componendole in parole, nomi e poi frasi; arrivare a tracciarle attraverso linee e forme sempre più rappresentative della propria identità e carattere. Arrivare ad un’immediata riconoscibilità del segno. Assorbendo e metabolizzando più stimoli possibile, sia nell’ambito dei graffiti stessi, sia dell’arte tutta. Dipingerli in strada, invece, riguarda accettare di confrontarsi con contesti urbani e realtà sociali diverse e variabili. Vuol dire essere fisicamente e mentalmente per strada, vivere la città nell’aspetto più metropolitano e il territorio nel suo abbandono. Nel tempo ho aggiunto anche un altro elemento, quello della grafica vettoriale, che rappresenta per me un modo di illustrare idee complicate e piene di particolari in maniera semplice e minimale. Per minimale intendo la mancanza di sfumature, campiture piatte, una geometria ed un equilibrio di pesi potenzialmente esprimibili in termini matematici. Attualmente il mio modo di vivere i graffiti è composto in uguale misura dal disegno su carta, dalla pittura su muro e dalla composizione grafica. Per il disegno su carta sono legato a strumenti semplici e comuni: matite, penne e inchiostro di china, carte possibilmente ruvide e di alta grammatura. Soluzioni cromatiche ridotte al minimo, un basilare nero su bianco con interruzioni di rosso. Linea essenziale e contrasti netti. La composizione grafica, per me, inizia con un computer e finisce con una stampa digitale. Ampio ricorso a scale gradienti, colori estremi e linee pesanti, abbinamenti di tono su tono, con un’inclinazione a pesi più sbilanciati e rigidamente dinamici. Dipingere graffiti sopra un muro, a modo mio comprende: vernice spray, idropittura, scale e google maps. Una pittura inseparabile dall’emotività del contesto, tendenzialmente invasiva.
I lavori esposti in questa mostra sono il risultato finale della somma dei diversi aspetti e approcci in quell’unica cosa che per me sono i graffiti; in questo si esprime la mia “linea di pensiero”. Non sono icone e non durano in eterno: la carta si deteriora, i colori sbiadiscono, i muri crollano. Per questo, necessariamente, la loro è una dinamica di continua ripetizione e costante rinnovo.
Graffiti, graffiti e solo graffiti. Ancora, ancora e ancora.
Porto
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‘ALIENO’ è la prima tag di Porto che ho visto e credo che quel nome fosse un segno del destino: lo conosco da tredici anni e i suoi graffiti da almeno quindici, ma non potrei spendere una parola sui suoi pezzi. Porto ha sviluppato uno stile che può essere definito completamente originale (se lo si ama) o completamente naif (se lo si odia). Le sue campiture piatte e le sue outline spesse e regolari vengono dalla periferia della galassia e nessun umano nella storia dei graffiti le ha mai viste. In una comunità, quella dei writer, dove tutti si annusano il culo nella cloaca di internet, Porto non può fare altrimenti che correre da solo e qualsiasi tentativo di fermarlo o deviare la sua corsa sarebbe ridicolo come intercettare una palla di cannone con una racchetta da tennis.
Credo sia fondamentale capire la sua irragionevolezza e quella dei suoi graffiti per fare pace con il suo lavoro. Non conosco tutte le opere esposte in questa mostra ma sono sicuro che il visitatore si troverà immerso in un linguaggio ignoto e si chiederà se si trova di fronte al lavoro di un genio o di fronte ad un grande fraintendimento. Non so rispondere a questa domanda ma se eviterete di collocare il lavoro di Porto in qualche reparto del ciarpame che chiamate cultura, allora vi potrete godere lo spettacolo di un uomo in corsa: non sapete da dove viene e non capite dove sta andando, nemmeno lui lo sa. Ma come il Sisifo di Camus una lezione l’ha imparata: la vita ha senso solo se si macina un pezzo dietro l’altro.
Sbam

www.lineapiatta.it
www.cantieresanbernardo.com

locandina

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