The Bridges of Graffiti @ 56° Biennale di Venezia

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The Bridges of Graffitiè il progetto espositivo che, a 30 anni da “Arte di Frontiera” la mostra curata da Francesca Alinovi che nel 1984 ha portato la scena del graffiti writing newyorkese in Italia, si pone come ponte ideale verso quella cultura nata in quelle zone di frontiera “tra cultura e natura, massa ed elite, bianco e nero, trash e squisita raffinatezza”, e riportare così nuova attenzione e riconoscimento agli esponenti delle generazioni passate che hanno contribuito al suo sviluppo.

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Inserito tra gli eventi collaterali della 56° mostra internazionale della Biennale di Venezia, porta dieci autori di questa disciplina tra i più rappresentativi del panorama internazionale: Boris Tellegen, Doze Green, Eron, Futura 2000, Mode2, SKKI ©, Jayone, Todd James, Teach, Zero-T, che hanno lavorato per la prima volta insieme alla creazione di una Hall of Fame all’interno delle mura di Arterminal ed espongono opere site specific pensate ad hoc per gli spazi espositivi.

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Dieci graffiti artists che avevano già o successivamente sviluppato uno stile figurativo proprio evolvendo e reinventando se stessi.

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Futura – The Constructivist

FUTURA, il writer newyorkese che per primo oltrepassò i confini della classica ricerca sul lettering e characters per portare l’astratto sui treni e su qualsiasi altra superficie su cui poter lasciare il proprio segno.

Boris Tellengen

Boris Tellegen

Boris Tellegen aka Delta, colui che per primo introdusse la decostruzione delle lettere costituenti la sua tag fino alla dissolvenza nella materia scultorea dove superfici piane incidenti e linee spezzate tangenti creano un ordine estetico e dinamico attraente che segue il ritmo del caos dato dalle consistenze e fattezze dei materiali ogni volta coinvolti.

Zero T

Zero-T, “Transit” e “Time Frame at 4.35 pm”

Zero-T, trasversale nei mezzi la sua arte coinvolge la quotidianità della vita in opere che ne ritraggono momenti, esperienze, non per forza autobiografici, talvolta unendo, assemblando, costruendo pensieri con oggetti reali. 

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SKKI © – “Fine art repellent” e “The Age of Anxiety”

SKKI©, tra i primi graffiti artist francesi, il suo stile oggi si caratterizza per una ricerca che intreccia continuamente la cultura di strada, se non proprio la strada, a ciò che sono le forme dell’erte contemporanea per riflettere in modo nuovo su tematiche quali il rischio, il controllo, lo spreco e il consumismo, lo sviluppo urbano e le dinamiche fra spazio pubblico e privato.

Eron

Eron – Untitled scribble 3D

Come apparizioni sulle materie concrete murarie, le opere di Eron realizzate a spray aleggiano tra il disegnato e il reale, creando un dialogo site-specific con quelle che sono le caratteristiche imperfette delle superfici. Confondono la certezza della nostra visione inducendo ogni volta a un’interpretazione soggettiva suggerita più da sensazioni che da dati certi.

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Doze Green – Marduk

Doze Green, uno dei membri di origine della strepitosa Rock Steady Crew di New York, dall’uso degli spray su treni e muri passa al lavoro in studio sperimentando le altre tecniche pittoriche per la costruzione di riflessioni su concetti metafisici che si risolvono in flussi narrativi continui di figure antropomorfe e zoomorfe concatenate l’una nell’altra.

Mode 2

Mode 2 – 4 Elements

Ispirato dalla scena Hip Hop londinese, Mode 2 restituisce nelle sue opere il ritmo e il movimento di questa cultura dimostrando una grande passione e bravura per il disegno dal vivo facendo un ritratto esatto di quelle che sono le tematiche personali di vita quotidiana come le ambientazioni del writing e della cultura della doppia H all’interno della società contemporanea.

Non solo un ponte ideale, The Bridges of Graffiti è anche un ponte concreto situato al Terminal San Basilio in cui sarà possibile vedere le molteplici influenze e contaminazioni stilistiche di artisti diversi e opere che hanno attraversato l’oceano. Il nome Arterminal (Terminal of Art) è stato appositamente scelto per evocare l’importanza del porto per la città di Venezia, rafforzando la sua rilevanza internazionale e facilitare lo scambio e l’incontro tra le diverse culture e le diverse forme d’arte. Come in passato il rapporto tra la Serenissima e l’Oriente ha portato a Venezia l’arte bizantina, così oggi l’apertura all’arte e alla cultura del lungomare veneziano garantisce l’emergere di tutte quelle espressioni relative al viaggio e al commercio. Pertanto Arterminal è una metafora perfetta per raccontare la storia di questa prima mostra e la sua forma non convenzionale di arte, che viene messo in relazione con la grande tradizione della Biennale di Venezia.

Tutto ciò è accompagnato da una sezione documentativa con le fotografie dei pezzi tra i più significativi e storici realizzati sui vagoni della metro di New York, fotografati da Henry Chalfant, proiettate su un grande pannello e fatte scorrere orizzontalmente restituendo la sensazione di trovarsi davanti al passaggio del treno;  all’entrata veniamo invece accolti dalle fotografie di Martha Cooper, che colgono questa forma d’arte poliedrica al suo inizio con quegli artisti le cui opere sono approdate nei musei di tutto il mondo e sono state assorbite nella cultura e nell’arte del mondo mainstream.

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All’interno di The Bridges of Graffiti, prende parte e trova continuità il progetto “Crossboarding” a cura de Le Grand Jeu che offre al pubblico di appassionati, studiosi o semplicemente curiosi, la visione di più di 150 libri rari, tra cataloghi e riviste sulla cultura dei graffiti internazionale, Presentati in nove vetrine, corrispondenti a nove tematiche precise, inserite in una delle strutture più belle e geniali che abbia mai visto. Studiata e realizzata infatti da Boris Tellegen, è un’opera composta da diversi pezzi pensati per una lettura unitaria del messaggio inserito nelle maglie della sua struttura svelato dal colore nero che ne evidenzia le parole in latino.

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La mostra resterà aperta fino al 22 Novembre con ingresso a pagamento e durante tutto il mese sono previsti 4 nuovi talks curati da Pietro Rivasi per l’approfondimento di questa disciplina:

Monday 16/11 (h 17.00)Public Domains con: Andrea CaputoJoana Rafael

Tuesday 17/11 (h 18.00)Writing Beyond Letters con: Robert KaltenhäuserHarald Hinz

Wednesday 18/11 (h 18.00)The Importance of keeping track con: Tobias Barenthin LindbladJens Besser

Thursday 19/11 (h 18.00)Letters and the Street Art R-Evolution con: Javier AbarcaEric Surmont

Evento FB

Progetto curato da Fondazione de Mitri e Mode2, con la consulenza di DeeMo, Luca Barcellona and Andrea Caputo

Prodotto da Carlo Pagliani e Claudia Mahler e Sartoria Comunicazione.

Organizzato da Associazione Inossidabile, con il patrocinio di Autorità Portuale di Venezia.

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