CORN79 | HYBRIDS

Opening 10 June 18:00 – 10 June to 24 June 
Studio D’Ars, via Sant’Agnese 12, 20123 Milano
 
Curatela di  Daniele Decia 

Testo critico di Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 Gallery)

Il percorso che ha portato Riccardo Lanfranco a realizzare il ciclo di opere che compongono “Hybrids” è lungo ed articolato. 

Il viaggio inizia negli anni Novanta, periodo nel quale entra nel mondo del writing sia come artista che come organizzatore di eventi importanti (Street Attitudes/Picturin). Più tardi, intorno alla metà degli anni Duemila, abbraccia il “post graffitismo” o “street art”, dove la firma (tag), ovvero la peculiarità del writing, viene sostituita da una rappresentazione pittorica, figurativa o astratta.

Appassionato di grafica, affascinato dalla Op art e dalla cultura psichedelica, Riccardo inizia così una seconda vita, scegliendo come figura personale un intricato sistema di geometrie assimilabile al “mandala” buddista o al “yantra” Hindu: un diagramma circolare costituito dall’associazione di punti, triangoli, cerchi e quadrati, un articolato simbolismo che consente a chi lo osserva un imprevisto percorso spirituale.

Nella rappresentazione, questo simbolo dalla storia antichissima e dalle mille interpretazioni moderne entra in risonanza con l’esperienza del writing, così che a ogni dipinto vengono conferiti allo stesso tempo motivi di perfezione geometrica – mutuati dalla tradizione religiosa e dalla simbologia profana – ed elementi caotici, come le imperfezioni delle pareti urbane o l’uso delle vernici acquerellate, spesso utilizzate per i fondali.

Il passaggio dalla firma al “mandala” è importante e complesso: dalla frenetica e istintiva attività borderline del writer, si passa al lavoro progettuale e lento delle rappresentazioni geometriche: cambiano gli strumenti, i tempi, le modalità di esecuzione, le dimensioni e soprattutto i soggetti.

La firma in caratteri romani, espressione massima dell’individualità occidentale, viene sostituita da una simbologia geometrica di ispirazione orientale, che incarna valori come spiritualità, calma, meditazione ed empatia, antitetici alla poetica del writing. Nella sua radicalità, questo cambio di rotta esprime la volontà di rompere con il background di origine per approdare a un linguaggio diverso, che veicola messaggi e valori molto lontani anche dalla street art, in larga misura, spesso ruffianamente pop o banalmente politicizzata. Permane il supporto, rimangono le infrastrutture urbane e quindi la deperibilità dell’opera murale, destinata a rovinarsi e scomparire a causa intemperie, proprio come nella tradizione buddista, dove il “mandala” viene periodicamente “distrutto” per ricordare la caducità delle cose e la loro rinascita.

“Hybrids” è il punto di arrivo di questo percorso: una personale atipica, in cui tutte le opere sono state realizzate a quattro mani, in collaborazione con altri artisti.

La ragione di questa scelta va ricercata nel desiderio di raccontare entrambe le vite dell’artista: da una parte il passato, fondamentale sorgente della sua ricerca, rievocata mediante un “team work” su tele e carte che evoca il lavoro di squadra tipico del writing, dove la crew riveste un ruolo fondamentale nel “gettino up” del nome e spesso anche nella realizzazione di opere di grandi dimensioni o in situazioni di particolare pericolo; dall’atra il presente, in cui le figure astratte, entrando nel perimetro circoscritto dello “Studio D’Ars”, assumono la forma di algoritmi, di particelle subatomiche in movimento, molecole e galassie, l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo che determinano i limiti della percezione umana e rimandano insieme alla spiritualità delle opere su muro, dalle quali si distaccano nella tecnica, nelle dimensioni e spesso nelle forme.

“Hybrids” è un’occasione unica per apprezzare la ricerca ventennale di Riccardo Lanfranco, per studiare l’evolversi di collaborazioni ormai consolidate (Mr. Fijodor, Etnik, Vesod, Reser…) e per scoprire intrecci del tutto inediti (108, Bartocci, Aris…) che andranno ad arricchire un nuovo cammino, un altro ancora, che inizia da qui.

Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 gallery)

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English Version

The path which has led Riccardo Lanfranco towards the completion of the “Hybrids” series is a long and articulate one.

The voyage begins in the Nineties, period in which Riccardo enters the graffiti writing scene both as artist and as organizer of important events (Street Attitudes/Picturin). Further down the road, around 2005, he clasps “post-graffiti” or “street art”, where one’s signature (or “tag”), the defining element of graffiti writing, gives way to pictorial, figurative or abstract representations.

Thanks to an interest in graphic design, a fascination inspired by Op-Art and the psychedelic culture, Riccardo starts a new life, electing as his personal subject the buddhist “Mandala” or Hindu “Yantra”: a circular diagram constructed from associations of points, triangles, circles and squares, an articulate symbolism which offers the viewer access to an unexpected spiritual pathway.

In the artist’s work, this symbol with an ancient history and a long list of modern interpretations creates a sort of resonance with the graffiti writing experience. At once, each mural contains elements of geometric perfection – borrowed from religious tradition and profane symbology – and elements of chaos, such as the imperfections of urban walls or the use of diluted paint, often used for creating backgrounds.

The signature in roman characters, perhaps the biggest expression of western individuality, is replaced by geometric symbology tainted by oriental inspiration, which embodies values such as spirituality, calm, meditation and empathy, in contrast with the traditional language of graffiti writing. In its radicality, this change of direction expresses the will to break free from the artist’s original background by switching to a different tone, one able to convey messages and values quite distant from those of street art, which more often than not panders to pop art or is politicized in a banal way. However, the support remains the same, as so do the urban infrastructures and the transient nature of mural art, destined to be erased by time and weather, just as in the buddhist tradition, which preaches that the Mandala be swept away from time to time, to remind us of the cycle of destruction and rebirth of all things.

“Hybrids” is the arrival point of this long journey: an atypical one-man show, in which each work has been created in collaboration with a different individual artist.

The reason for this choice originates from the will to tell both of the artist’s lives: on one side his past, fundamental milestone of his research, recalled by “team work” on canvas and paper, the typical group effort attitude found in graffiti, where the crew plays a fundamental role in the process of “getting up” names, creating large-scale murals, and handling risky situations; on the other hand, present time, in which abstract figures enter the Studio D’Ars space, shapeshifting into algorythms, vibrating subatomic particles, molecules and galaxies, the infinitely large and the infinitely small which set the boundaries for human perception, recalling the artist’s mural art, yet differing in media, size and shape patterns.

“Hybrids” is a great chance to lay eyes on Riccardo Lanfranco’s ventennial research, to study the evolution of consolidated collaborations (Mr.Fijodor, Etnik, Vesod, Reser…), and to discover fresh twists (108, Bartocci, Aris…), which are bound to enrich a new voyage, yet another, which starts right here.

Pietro Rivasi (Icone Modena, D406 gallery)

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Featured artists:
108, Andrrea, Aris, Etnik, Eon75, Fabrizio Visone, Francesco Barbieri, Giorgio Bartocci, Giulio Vesprini, Hide, Jeroo, Made514, MrFijodor, Proembrion, Rems182, Reser, Romi, Ruas, Vesod, Zoer, ZorkMade

Copyright © Studio D’Ars

For information about the exhibition:

Mail: danieledecia75@gmail.com
Mobil:+39 346 629 2285

For more information about the artist:

www.corn79.com
www.facebook.com/corn79
www.flickr.com/richardcorn
Instagram: corn_79

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