A Major Minority: The OtherContemporary Urban Art – San Francisco – review di Alessandra Ioalè

Does Superstition

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Lo scorso venerdì 14 marzo, presso la 1AM Gallery di San Francisco, ha inaugurato A Major Minority, una delle più importanti e ambiziose collettive a livello internazionale, non solo perché comprende più di oltre 100 artisti, provenienti da circa 18 paesi diversi di cui circa una decina italiani, ma perché ha la volontà di fare un’indagine su ciò che Poesia, uno dei maggiori graffiti artist con base a San Francisco, nonché curatore della mostra, definisce Othercontemporary Urban Art: un campione internazionale di opere d’arte che rivelano il carattere generale dell’Urban Art e del suo rapporto con il pubblico e il mondo dell’arte contemporanea.
Il curatore spiega in risposta ad una domanda che gli ho posto: The idea was to invite a large sample of artists from around the world based on a new generation of painters. Most have history in Urban/Graffiti art and I wanted to showcase the range and depth of todays painters. I did not choose the artists based on a style or aesthetic, Instead I wanted to include many mediums and different styles of art.

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Secondo Poesia, l’arte urbana è diventata un movimento artistico OtherContemporary, riprendendo il termine coniato da Stefano Antonelli, perché al di fuori del mondo dell’arte contemporanea e della critica. Prendendo una vasta campionatura di urban artist più conosciuti al mondo, Poesia mira a svelare il vero carattere di questa forma d’arte nata al di fuori della teoria e sulla base delle sue interazioni con il pubblico, così come con il paesaggio urbano che la ospita e in cui si mostra in tutte le sue sfaccettature espressive.

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Inaugurazione @ 1AM Gallery

A Major Minority cerca di illustrare l’attuale sviluppo di questa forma visiva come la naturale evoluzione della forma d’arte originale dei Graffiti, che si manifesta alla fine degli anni Sessanta e, successivamente, quando il termine “Graffiti” comincia ad essere utilizzato fortemente dai mass media, passa attraverso molte e progressive mutazioni fino ad oggi, dove “traditional graffiti merges with street art and becomes what the public has coined Urban Art.”* In un bellissimo parallelismo col Cubismo, Poesia spiega l’excursus delle tre fasi di sviluppo estetico-formale dei Graffiti dalle originarie tag, realizzate con marker e rozzi strumenti, al Wildstyle e alla decostruzione completa del lettering, fino alla terza fase, quella ibrida e astratta dei Graffiti, definita dal curatore come “an implosion of synthesis, an inclusion of all other art historical aesthetic forms, as well as any other kind of visual expression from pop culture, outsider art, illustration, advertising, and anything else that an artist may be attracted to.”* E proprio in questa fase si colloca Graffuturism, con il quale s’identifica non soltanto un gruppo di artisti di spicco nel panorama contemporaneo, dal quale parte anche la selezione degli artisti presenti in mostra, ma un vero movimento fondato nel 2010 dallo stesso Poesia.

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Inaugurazione @ 1AM Gallery

Il carattere complesso di Othercontemporary Urban Art, nelle sue più evidenti e articolate sfaccettature e sotto-generi, si traduce grazie ad un percorso espositivo omogeneo studiato ad hoc dal curatore, sviluppandosi in un andamento che racconta l’ampio continuum di approcci ed estetiche che ricadono sotto la competenza di questa forma d’arte, dal geometrico al figurativo, passando per l’astratto e arrivando a toccare anche la fotografia. Lo spettatore s’immerge così in un viaggio, progressivo e lineare, alla volta della conoscenza di ogni singolo artista, di cui sono esposte dalle tre alle cinque opere in formato A4.

 

Continua a leggere QUI l’intero articolo pubblicato su Street Art Attack.. Enjoy It!

*Ho scritto questo articolo anche sulla base del Manifesto di dichiarazione scritto a due mani da Ekg e Poesia, che potrete leggere interamente qui. Una lettura di questo saggio è molto importante secondo me, in quanto pone in evidenza molte questioni importanti tra le quali quella dell’uso appropriato o meno della terminologia di riferimento, della mancanza di analisi critica del movimento Urban Art e delle discipline ad esso annesse, facendo una piccola analisi dello stato attuale delle cose. Questioni che, ultimamente, anche in Italia abbiamo sentito l’esigenza di affrontare più volte e risolvere.

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