Le geometrie terrestri di Giulio Vesprini | Intervista di Alessandra Ioalé per Street Art Attack

Pubblicata il 18 e il 25 Febbraio 2014 su Street Art Attack
Sono entrata in contatto con l’opera di Giulio Vesprini pochi mesi fa, in occasione della collettiva MINI MAXI Urban Art al GAMC di Viareggio. Come affermai in un mio articolo al tempo, curiosa e originale è la sua geologica visione di forme naturali, che si riappropriano degli spazi urbani in degrado. Una visione che ha radici lontane.
Le sue prime esperienze adolescenziali sono all’interno del mondo del Writing, che lo vedono partecipare a una delle storiche convention italiane, il JUICE96 di Ancona, proseguendo poi verso quelle accademiche, dove si approccia per la prima volta alla grafica incisoria e digitale. Arriva poi a mutare e a concludere con gli studi alla Facoltà di Architettura, che segnano in lui il passaggio verso una ricerca cromatica e formale dall’essenziale ed “ermetica” geometria, stabilendo un nuovo rapporto con la natura.
 
Alessandra: La tua poetica vede la luce nei tuoi disegni e prende forma in installazioni polimateriche. A Treviso (Martellago) ti è stata dedicata una personale presso Formato Aperto a cura dell’Ass. Interstizio, nella quale hai esposto alcune delle tue illustrazioni e hai creato una bellissima installazione. Come sei riuscito a concepire il passaggio dalla bidimensionalità del disegno alla terza dimensione installativa?
 
Giulio: Ho accettato con molto entusiasmo l’invito dei ragazzi di Interstizio. Il loro è davvero un progetto che parte dal basso e arriva molto in alto perché c’è un’idea, non autoreferenziale e fine a se stessa, ma concreta e dedicata all’arte. Il collettivo Interstizio ha voluto fortemente una mia installazione, e va detto che è stata ufficialmente la mia prima personale. Ho esposto alcune delle mie illustrazioni con temi più naturali, credo che siano i bozzetti di opere più grandi, come la serie delle pietre lunari su muro o delle installazioni a terra. Sono concepiti come disegni preparatori ma hanno comunque l’autonomia per essere esposti da soli, in particolare le pietre ed i cerchi. 
SPAZIO-TERRA#1, 2013

SPAZIO-TERRA#1, 2013

Il passaggio dalla bidimensionalità alla terza dimensione, se così si può dire, è dovuto principalmente al fatto che negli ultimi anni preferisco opere più grandi a un dipinto su tela, così passo dal micro al macro senza via di mezzo. Anche le scuole fatte, come la facoltà di architettura, hanno molto a che fare con questi ripetuti passaggi di scala. Sono stato influenzato anche da uno dei miei libri preferiti: Flatlandia.
SPAZIO-TERRA #3, 2013

SPAZIO-TERRA #3, 2013

A: Tutto questo tu lo porti anche su muro e lo scorso 2013 ti ha visto molte volte invitato a Roma, in particolar modo per realizzare opere murali all’interno del MAAM. Mi vuoi parlare di questa esperienza?
G: Sì Roma mi ha letteralmente adottato in questi ultimi due anni. Sono piacevolmente colpito da questo nuovo fermento che sta rendendo Roma una degna capitale. Il MAAM e URBAN AREA, del collettivo Adna, ed altri progetti sparsi per la città, sono realtà attive molto forti nel territorio, la prima, ad esempio, riesce perfettamente nell’integrazione tra Street Art e diversi ceti sociali, riuscendo a rendere anche educativi i vari interventi che i numerosi artisti hanno lasciato sui muri di una città nella città. All’interno del MAAM ci sono due mie opere, l’ultima fatta per il progetto Rebirth Day di Michelangelo Pistoletto, l’altra invece un omaggio alla luna, quest’ultima con lo spazio ed il missile legano un po’ con tutta la filosofia del MaamMetropoliz. Ricordo che il 23 giugno scorso, il giorno del supermoon, il giorno della superluna che è la coincidenza di una luna piena con la minore distanza tra Terra e Luna, ho realizzato una pietra lunare molto grande frutto di una ricerca iniziata cinque anni fa, tuttora attiva.
Cerchio G12, 2013

Cerchio G12, 2013

Il secondo, è un collettivo impegnato nel recupero di spazi in disuso, come il cine-teatro Volturno, ora vetrina di bellissime opere d’arte ed installazioni. Sono state bellissime esperienze, sia come uomo che come artista. Un grazie particolare a Mirko e Giorgio per i loro inviti.

Cerchio G07, 2013

Cerchio G07, 2013

A: Parlami di questa tua ricerca iniziata cinque anni fa e che ha per soggetto la pietra lunare.
G: Questi disegni sono arrivati in un momento di passaggio tra il figurativo più ”pop”, a cui ero legato fin dagli anni accademici, e un segno che si concentrasse più sulla forma.
Ero stato invitato al fuori salone del 2009 per Digital Is Human, al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano; girando per le stanze ho visto esposto il piccolissimo frammento lunare, donato all’Italia dagli Stati Uniti dopo la missione dell’Apollo 17 sulla luna. Questa storia mi ha affascinato perché parlava di pace, di fratellanza tra stati attraverso la cultura e la scienza e non attraverso la politica. Quasi tutti i musei del mondo hanno un frammento di pietra lunare, donato da quella missione. L’idea che la Luna, un satellite esterno al nostro pianeta, possa creare un sorta di unione tra stati terrestri, aveva un non so che di romantico. Diversi artisti in quel periodo iniziavano una nuova fase di ricerca grafico-pittorica, mostrando un’attenzione più rivolta alla natura che all’uomo stesso. Anche per me quello è stato un anno di forti cambiamenti. Ho ripreso a studiare i maestri del passato vicini alla Land Art ed alle installazioni video, ma soprattutto ho ricominciato la mia primissima ricerca, concentrata sulla forma, il colore e le geometrie, che mettevo spesso dentro ai miei video, quadri ed incisioni. Decisiva è stata la visita nel 2002 a Documenta 11 la mostra quinquennale d’arte contemporanea che si tiene a Kassel in Germania, dove letteralmente impressionato da grandi artisti, ho capito subito che la mia inclinazione artistica sia più ermetica e meno lampante. Credo comunque che ogni percorso fatto fino ad ora sia stato determinante per la mia attuale ricerca.
PIETRA LUNARE#5, 2013

PIETRA LUNARE#5, 2013

A: Per il progetto In|attesa, all’interno di Memorie Urbane, sei stato invitato a intervenire su una pensilina della fermata dell’autobus. In questa occasione hai realizzato invece qualcosa che apparentemente si distacca, sia per tema che per soluzione formale, dalla tua poetica. Me ne vuoi parlare?
G: Dunque con quell’opera ho finalmente sottolineato il mio approccio all’arte. Ho raggiunto questa consapevolezza dopo qualche esperienza non riuscita perfettamente. Il punto fondamentale, è che bisogna avere una lettura a 360° durante un intervento di arte urbana. Non bisogna forzare la mano e ostinarsi a lasciare tracce solo per dire ci sono stato anche io. I cerchi, le pietre o altre forme portate avanti fino ad oggi, lì avrebbero avuto pessima resa, con la presunzione e l’egoismo di chi non legge il territorio, lo spazio intorno. Dipingere sul vetro non è semplicissimo, per le mie opere, dove il rigore e la pulizia la fanno da padrone, non sarebbe stato un supporto giusto; per questo la scelta è caduta su un intervento da artista e non da urban artist. Un artista che in base alla situazione muta il suo intervento a favore dell’arte e non dell’io.
Così avevo in mente alcuni desk dei computer e videogiochi degli anni passati; ho scelto MS-DOS perché era il sistema operativo che faceva partire il pc, quella pensilina fa partire le persone, le fa fermare e soprattutto è uno start al progetto In|attesa. Il curatore ne è stato molto soddisfatto, e questa pensilina ha ricevuto focus molto importanti, non ultimi gli articoli dei giornali che hanno parlato della triste affissione di locandine sopra al pezzo da parte di fazioni politiche locali. Fortunatamente è stata restaurata e gode a tutt’oggi di un ampio consenso.
MS-DOS-IN ATTESA 2013

MS-DOS-IN ATTESA 2013

A: Infine hai curato, all’interno del Futura Festival a Civitanova Marche, These Walls For The Future, la sezione dedicata alla street art performance. Un progetto di arte pubblica, che ha coinvolto un bel gruppo di artisti. Mi parli del progetto? L’idea da cui nasce, il suo sviluppo e le collaborazioni.
G: Futura Festival è un evento importante per la città di Civitanova Marche. Abbraccia a tutto tondo le arti e le filosofie; l’edizione passata ha aperto le porte anche alla disciplina della street art. Sono stato contattato direttamente dal comune, e dopo una serie di accordi sono stato nominato responsabile del progetto These Walls For The Future. Ho accettato l’invito perché è la prima volta che un’amministrazione rende partecipi artisti locali, coinvolgendoli in un progetto molto grande.
Aris e Giuglio Vesprini, PIETRA LUNARE #6, 2013

Aris e Giuglio Vesprini, PIETRA LUNARE #6, 2013

Con Futura Festival poteva quindi andare avanti anche il mio progetto: Vedo A Colori. Quest’ idea che curo da cinque anni, cerca di recuperare tutti i muri del porto, sia commerciale che turistico. Ad oggi sono arrivati oltre quindi artisti, diciotto muri recuperati e altrettanti arriveranno, perché proprio in questi giorni ho saputo che Vedo A Colori ha vinto un bando con fondi europei per il recupero dei porti dell’Adriatico. Mi onora sapere che un mio progetto possa far vincere alla mia città dei finanziamenti europei e che con essi potrò concludere il duro lavoro dei cinque anni passati. Saranno tredici gli artisti coinvolti, per novecento metri quadrati di muro. Il fatto è che ad oggi ho già ricevuto decine di mail di ragazzi che verrebbero comunque a dipingere, anche senza rimborsi, questo mi rende davvero orgoglioso del buon lavoro fatto finora. Vorrei dedicare alla città la più grande area portuale colorata in Italia, questo grazie alla qualità degli artisti che invito e con cui condivido una bella amicizia. Farò un libro finale con tutta la storia di questi anni. Questa raccolta di foto sarà donata alle principali biblioteche italiane e data ad ogni singolo artista. Credo che sia stato un bel progetto di recupero urbano e di partecipazione cittadina, condiviso a larga maggioranza da tutti.
Cerchio G09, 2013

Cerchio G09, 2013

A: Progetti per questo 2014?
G: Riuscire ad organizzarmi per una bella personale, finire Vedo A Colori al porto e due interventi importanti a Roma di cui non svelo ancora niente….stay tuned!
Cerchio G10, 2013

Cerchio G10, 2013

A: Un consiglio d’autore.
G: Lavorare duro, anche nei momenti più bui, crearsi delle belle amicizie e collaborazioni artistiche, ti fanno crescere molto. Lasciare andare le chiacchiere che nell’arte sono come nella politica, becere…. Affidarsi a curatori seri e non a improvvisati, e studiare molto il passato, senza la presunzione di essere inventori di un qualcosa, ma fare sempre e comunque ricerca.
PIETRA LUNARE#8, 2013

PIETRA LUNARE#8, 2013

Annunci

Un pensiero su “Le geometrie terrestri di Giulio Vesprini | Intervista di Alessandra Ioalé per Street Art Attack

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...