Le anime meticce di Giorgio Bartocci | Intervista di Alessandra Ioalé per Street Art Attack

Pubblicata il 28 gennaio e il 4 febbraio 2014 su Street Art Attack
In occasione di Paratissima9 a Torino ho avuto il piacere di conoscere meglio l’artista marchigiano d’istanza a Milano, Giorgio Bartocci. Dai primi passi mossi nel Graffiti-Writing alle esperienze post-graffitiste, fondamentali per la sua crescita artistica, vediamo esplodere un talento dalla potente personalità, nel segno della fervida sperimentazione di mezzi e colore, da cui scaturiscono i suoi inconfondibili personaggi, anime meticce sospese in quel leale doppio gioco che l’artista intrattiene con la società e la città in cui essa vive.
Giungla Urbana_Giorgio Bartocci+108+Gue_Milano 2013

Giungla Urbana_Giorgio Bartocci+108+Gue_Milano 2013

Alessandra: Hai iniziato ad esprimerti come writer, attraverso lo studio e lo sviluppo personale del lettering. Come definiresti questo percorso iniziato a tredici anni: si tratta di ricerca artistica verso o all’interno di quella disciplina? O di impellente necessità di esprimere quelli che erano i tumulti adolescenziali?
Giorgio: I primi anni mi affascinava poter esprimere con i Graffiti una sorta di appartenenza ad una scena, una cerchia di persone differenti dal mucchio, un mondo da scoprire che mi affascina tuttora, ovvero poter scrivere attraverso un codice “segreto”. Ho scoperto tanto e gran parte degli stimoli del Writing, ma in altre situazioni ho preferito relazionarmi con estranei al fenomeno, da questi nascono le curiosità verso l’ arte e  la Street Art che trovo distaccate moltissimo dal Graffiti Writing. La quotidiana abitudine nel vedere le immagini delle cose, della gente (da quando ho iniziato) filtrata dal pensiero fisso dei Graffiti, è una sensazione che non smette. Mi trovo comunque attivo in contesti differenti. 
Giungla Urbana - Giorgio Bartocci + 108 + GUE

Giungla Urbana – Giorgio Bartocci + 108 + GUE

A: Oggi esprimi su parete il tuo punto di vista sul disagio sociale che noi giovani viviamo attraverso i personaggi dipinti con modalità compositive e cromatiche che fanno riferimento e richiamano alla tecnica del collage. Parlami della tua predilezione per questa tecnica e della declinazione che tu ne hai fatto su muro.
G: Non ho ancora declinato in un unico tema i miei disegni, ho trattato argomenti come frammentazioni e tensioni sociali alcuni anni fa, spesso sento l’esigenza di ripetermi. Il collage è una tecnica grafica che mi ha permesso di sviluppare un diverso approccio su parete e che mi soddisfa visivamente. Cerco di simulare una pittura, il mio intento è quello di trovare un compromesso compositivo tra gestualità, istinto, improvvisazione, segno grafico, sintesi, continuando la ricerca espressiva anche sul tratto, pur avendo eliminato l’outline. Ritengo che il mio prodotto artistico abbia valore solo se lo spettatore nota questi fattori, questi elementi insieme in una sensazione e li riconosce.

A: Hai partecipato, insieme a molti altri artisti di fama internazionale a Icone 5.9 di Modena: uno dei festival più significativi in Italia, che ha dedicato l’edizione del 2013 ai terremotati dell’Emilia e per cui hai realizzato una gran bella parete. Qual è stato il tuo approccio artistico in questo contesto?
G: Le prime edizioni del festival Icone sono state per me dei forti input creativi. Dopo alcune delle prime manifestazioni modenesi mi sono accorto che il mio metodo di concepire un graffito stava cambiando (all’epoca facevo solo Graffiti, Lettering). Grazie agli ospiti internazionali che sono stati invitati (spesso per la prima volta in Italia), mi sono accorto che potevi avere delle vedute più ampie, fuori da alcuni schemi che nel Writing classico non esistevano e forse ancora non sono state accettate dai puristi. Ho visto, così, per la prima volta dei post-graffitisti/Street Artist dal vivo: mi avevano colpito troppo Eltono, Stack, Honet, Ericailcane e tanti altri, che stile! Ho partecipato all’iniziativa dello scorso anno con particolare entusiasmo realizzando un’ opera sulla parete di un edificio scolastico costruito frettolosamente per dare spazio a tutti i bambini che avevano perso le loro scuole a causa del terremoto. Questo disegno racconta l’unione tra popoli in continua fusione, soggetti meticci, provenienti da tutte le parti del mondo, integrati, chi lo sa, forzatamente o liberamente tra loro. Nel lato a sinistra volevo sintetizzare il più possibile, tirare fuori quasi un logo del tema che ho trattato.
Giorgio Bartocci_ Icone5.9_Modena 2013

Giorgio Bartocci_ Icone5.9_Modena 2013

Giorgio Bartocci_ Icone5.9_dettaglio

Giorgio Bartocci_ Icone5.9_dettaglio

A: Sei stato anche artista in residenza del Boombarstick Festival nel borgo medievale di Dignano/Vodnjan in Croazia, un festival indipendente che alla sua prima edizione ha visto coinvolte personalità come Liqen, gli Interesni Kazki, Hitnes, Phlegm, Sam3, con cui avrai avuto modo di confrontarti. Cosa ha significato per il tuo lavoro questa esperienza sia dal punto di vista artistico che umano?
G: Conoscere e condividere qualcosa con artisti così importanti è stato forte. Il Boombarstick ha  cambiato aspetto ad una città intera, gli abitanti del posto hanno contribuito fortemente ed è stato assolutamente formativo per me poter dipingere in un contesto così alto. Ho aumentato alcune curiosità che mi mantengono vivo.
Giorgio Bartocci+Ufocinque_Boombarstick 2013

Giorgio Bartocci+Ufocinque_Boombarstick 2013

A: In quell’occasione hai collaborato con Ufocinque per realizzazione di una parete a dir poco esplosiva, molto ben articolata nella sua composizione in accordo con il contesto che la ospita. Vediamo una bella combo, in cui le due personalità artistiche dialogano molto bene. Ci vuoi parlare di questa bella collaborazione?
G: Con Ufo c’è un rapporto di stima e amicizia che ci ha portato a scegliere di realizzare una parete in combo, ci siamo confrontati per cinque giorni quasi ininterrottamente sul disegno che stavamo realizzando. Abbiamo deciso di fare una parete meno grande del previsto per questioni logistiche, quindi abbiamo modificato la prima idea in quello che vedi. La nostra preoccupazione principale era che dovevamo smetterla di aggiungere, altrimenti il muro sarebbe veramente esploso di dettagli e siamo arrivati al punto di chiederci se crossare alcune parti che erano fin troppo abbondanti, ma alla fine si è scelto di non toccare nulla.
Giorgio Bartocci_Boombarstick_2013_dettaglio

Giorgio Bartocci_Boombarstick_2013_dettaglio

A: Hai curato pochi anni fa per Dispenser Milano una serie di esposizioni dedicate a singoli artisti rappresentanti della scena underground. Vorresti raccontarmi di più sul progetto?
 
G: Ho collaborato nel 2011 a questo progetto espositivo temporaneo curando alcune esposizioni personali di singoli Street Artist che stimo particolarmente. L’intento era un classico, ma sempre piacevole. Abbiamo realizzato dei Wall Painting e degli expo, ci siamo divertiti. Hanno esposto: Luca Lattuga, El Euro, Lemeh 42, Ufocinque, Francesco Barbieri.
A: Qual è il tuo punto di vista sul ruolo dell’artista, o creativo come preferisci, che oggi opera nel campo dell’arte?
 
G: Mi piace continuare a vedere dipingere sulle pareti persone in tutto il mondo, tutti i giorni grazie ai social network, blog di settore, libri, fanzine, giornali, ovunque, è tutto esploso. Il ruolo dell’artista è però rimasto invariato, sono aumentati i supporti nel tempo, nella storia, ed è sempre più stimolante mettersi in gioco nella Net Generation. La diffusione dei lavori è spesso immediata, quindi per evitare che si banalizzi il ruolo dell’artista riducendolo ai numeri dei likes, secondo me si deve dire sì ai prodotti d’arte, alle esposizioni di alto livello, all’arte come prodotto, come oggetto di valore universale ma non di semplice merce. 
Giorgio Bartocci_Catania 2013

Giorgio Bartocci_Catania 2013

Nell’ambito urbano le opere su pareti pubbliche aumentano il rapporto di condivisione e facile accesso a tutti. Mi sembra che la Street Art stia attraversando una nuova fase, questa scena sta lasciando un segno nella storia contemporanea dell’arte. Il contatto con la tendenza ha probabilmente fatto deragliare qualcuno, allo stesso tempo questo qualcuno ha aumentato l’attenzione di tanti altri.
Giorgio Bartocci_Postrivoro_Faenza 2013

Giorgio Bartocci_Postrivoro_Faenza 2013

A: Hai esposto e stai lavorando con alcune gallerie italiane importanti nell’ambito della tua disciplina. Qual è la tua esperienza a riguardo?
 
G: Ho iniziato a collaborare con D406 Gallery e Studio D’Ars. Sono felice di poter creare ed esporre la street e l’illustrazione per dei fanatici d’arte. Sono molto contento perché ho conosciuto gente con le palle, personaggi che sono riusciti a spingere dei prodotti di giovani artisti come me, sconosciuti al mercato, opere spesso complicate da posizionare. Ho avuto la fortuna di avere un confronto non filtrato con i galleristi, sia in fase d’ideazione che nella produzione, questo mi ha fatto capire quanto il dialogo aperto sul fenomeno sia importante per avere maggiori stimoli creativi e sapere di appartenere ad una cosa non ancora classificabile ma esistente.
Giorgio Bartocci_ Mixed Media @ MeltinPot Gallery

Giorgio Bartocci_ Mixed Media @ MeltinPot Gallery

A: Ci puoi parlare di qualche tuo prossimo progetto per questo 2014?
 
G: Sto completando una produzione di disegni per una Band ma ancora non posso parlarne. Martedì 11 Febbraio, invece, inaugurerà la mia prima personale a Milano curata da Daniele Decia presso la Galleria Studio D’Ars dal titolo DupliCity. Sono diventato complice del mio dualismo bipolare, infatti sto realizzando una nuova serie di opere su diversi formati e supporti che hanno come tematica la ritrattistica di scene quotidiane animate da soggetti, personaggi divisi tra loro, nel loro interno, da uno scontato doppio gioco che diventa un sottofondo equilibrato, quasi armonico. Questa serie cerca di esprimere il legame che un Urban Artist ha con l’Arte e con gli ambienti, con le città, con i vizi di coloro che le abitano, con le architetture sbagliate che ci circondano. Ho interpretato le fratture di animelle collegate tra loro, come da mio modus operandi, sospese su di una linea di tensione particolarmente sottile. Fateci un salto se siete a Milano. Non ho altri programmi particolari per ora.
Giorgio bartocci_Mixed Media 2014

Giorgio bartocci_Mixed Media 2014

A: Un consiglio d’autore.
 
G: Non interrompere mai la ricerca e la sperimentazione attraverso nuovi mezzi e supporti.
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