Contemporanea-mente | Una collettiva benefica per l’Ospedale di Sassuolo

Aris

Aris

Il prossimo 19 dicembre vedremo ancora una volta realizzarsi una bella iniziativa benefica, che ha per protagonista l’Arte e la sua forza catalizzatrice con l’inaugurazione presso il nuovo Ospedale di Sassuolo della collettiva “Contemporanea-mente“. Ancora una volta vediamo la partecipazione di due Gallerie d’arte, in questo caso la  D-406” di Modena e “Per Capita Arte Contemporanea” di Carpi, che in partnership con l’Ospedale e la Fondazione Ospedale di Sassuolo, e con il contributo economico di Dussmann, riescono a portare in mostra, fino al 3 febbraio 2014, le opere di artisti contemporanei come Aris Giorgio Bartocci, due noti esponenti della Street Art italiana,  insieme a quelle di Gavin Rain e Salvatore D’Annaaltri due grandi nomi del panorama internazionale. Enrico Contini, Presidente del complesso ospedaliero, dice “con questa mostra, l’Ospedale di Sassuolo intende rinnovare e dare nuova linfa al progetto di VolontariArte.  Questa iniziava è volutamente orientata verso la contemporaneità. La scelta degli artisti e delle loro espressioni pittoriche vogliono essere un omaggio alle nuove forze espressive che caratterizzano questi anni. Street-Art e Neo-pointillism ne sono un esempio. Contemporaneità e contemporaneamente sono le due facce della medaglia di questa mostra. La prima si evidenzia con l’espressione artistica, la seconda è rappresentata dalla continuità di VolontariArte che negli anni si è caratterizzata per il sostegno, anche economico, dato a numerosi progetti attraverso la vendita delle opere. Anche questa volta sarà possibile acquistare le opere, sapendo che parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus e di questo ringrazio sin d’ora chi vorrà contribuire in tal senso.

Giorgio Bartocci

Giorgio Bartocci

D’altro canto il Presidente della neonata Fondazione Ospedale di Sassuolo Onlus, il Dr. Romano Sghedoni conferma e spiega che con questo evento espositivo la Fondazione coglie l’occasione “per proporsi alla comunità nella sua precipua mission, ossia dare, nel segno del servizio, un contributo significativo al Welfare sanitario e assistenziale del territorio, in particolare con azioni e progetti a favore del nostro Ospedale. Non possiamo che apprezzare l’attenzione che l’Ospedale di Sassuolo, attraverso VolontariArte, rivolge alla creatività artistica quale elevata espressione dello spirito umano, nella consapevolezza che la bellezza del linguaggio artistico, costituisce un valore aggiunto per l’ambiente ospedaliero, rendendolo ulteriormente confortevole.” Infine porge i suoi ringraziamenti all’Ospedale di Sassuolo, alle Gallerie d’arte e a tutti quelli che collaborano in partnership all’allestimento della mostra, per l’opportunità data alla Fondazione di partecipare attivamente all’evento, con il proprio patrocinio e la propria collaborazione. In particolare per l’opportunità che le viene data con la raccolta fondi che l’acquisto delle opere proposte procura mediante la devoluzione di parte del ricavato alla Fondazione.

Gli artisti

Aris è nato nel 1978 a Viareggio, dove vive e lavora. Inizia la sua attività artistica come Train Writer circa 15 anni fa, per poi esprimersi successivamente anche con grandi opere su muro, prediligendo luoghi dismessi e fatiscenti, anonimi, figli della civiltà industriale, come i piloni che sorreggono ponti e strade e le costruzioni che non hanno una continuità diretta rispetto alla cultura del territorio nel quale sorgono. Nel tempo la sua ricerca lo porta a superare le barriere imposte dai dogmi dei graffiti: la vernice spray viene sostituita da acrilici e inchiostri, lettere da figure antropomorfe ed astratte rigorosamente bidimensionali che popolano un universo parallelo. Presente in tutte le manifestazioni più importanti della Street Art, Aris ha esposto in numerose gallerie in Italia e in Germania.

Giorgio Bartocci è nato a Jesi nel 1984, ha studiato all’Istituto Statale d’Arte Mannucci di Jesi e successivamente all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche I.S.I.A di Urbino, dove si è diplomato con una tesi sui linguaggi figurativi dal titolo “Moderni Primitivi”. Sin dagli inizi ha alternato l’impegno scolastico all’attività creativa partecipando a rassegne e mostre in tutta Italia spaziando dalla grafica pubblicitaria, all’urban art e all’arte contemporanea. I suoi lavori parlano da soli, i volti, il colore e la sospensione delle figure proposte sembrano galleggiare sulle pareti, attraverso un linguaggio nuovo, quello della grafica elettronica; il linguaggio digitale, lineare e sintetico che Bartocci impiega per disegnare i suoi soggetti umani, delineano un paesaggio inquieto che interagisce come segno nella complessità delle strutture urbane. Bartocci, oltre a realizzare opere di Urban Art da diversi anni, è anche fondatore dell’agenzia creativa Puntidivistastudio, attualmente vive a Milano lavorando come Art Director.

Salvatore D’Anna nasce a Palermo nel 1969, ma cresce a Milano, si forma da autodidatta. Le sue prime sperimentazioni artistiche risalgono al 2001, quando, dopo aver studiato i grandi maestri del ‘900, si appassiona alle forme d’arte più originali e contemporanee che lo porteranno a nuove ricerche stilistiche e formali. D’Anna nel suo lavoro oltre a raccontare se stesso racconta la società che lo circonda con un linguaggio estremamente contemporaneo. Nelle sue opere ricrea i muri delle nostre città, qui diventati un simbolo del desiderio atavico e del bisogno innato dell’uomo di raccontarsi ed affermare il proprio passaggio in questa vita. Le sue prime esposizioni risalgono al 2006 in collaborazione con importanti gallerie Italiane ed emittenti televisive, nel 2012 vince il primo premio alla VI edizione del Premio Internazionale d’Arte Martesana di Bergamo. 

Gavin Rain è nato a Città del Capo nel 1971. Ha studiato arte presso la Scuola d’Arte di Ruth Prowse a Cape Town e Storia dell’Arte presso l’Università di Città del Capo. Laureato in Psicologia e Neuropsicologia, entrambi presso l’Università di Città del Capo è arrivato alla pittura rielaborando i concetti del Divisionismo di Georges Seurat, di fatto creando un suo stile che lui stesso ama definire Neo-Puntinismo. I temi della percezione visiva sono alla base del lavoro che Rain cerca di portare all’esasperazione costringendo di fatto l’osservatore a reinterpretare e codificare il soggetto che ha davanti, quasi una traduzione della realtà che apparentemente ci sfugge ma che ad una osservazione più attenta si propone in tutta la sua consistenza. Con la sua pittura Rain ci invita ad osservare l’opera d’arte da più punti di vista, sia fisico che mentale, di fatto invitandoci ad un osservazione più profonda e mai superficiale. Artista di caratura internazionale, Rain ha esposto in tutto il mondo ed è stato invitato alle due ultime edizioni della Biennale di Venezia.

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