Su e giù per l’Europa con ETNIK | Conversazioni d’autore

Etnik+Macs "Never Ending Trip" work in progress

Etnik+Macs “Never Ending Trip” work in progress

Oggi vi presento il prodotto della mia conversazione con un altro grande e stimato artista, Etnik. Da oltre vent’anni impegnato nel writing e nella street art, Etnik porta avanti una ricerca artistica molto originale, a metà tra lo studio personale del lettering e gli studi di pittura, scultura e scenografia, su cui imposta quella che è la sua critica nei confronti delle città e del concetto odierno di “città”, attraverso la costruzione di una originale visione compositiva dell’agglomerato urbano, a cui ha dato il nome di “Città prospettiche” o “Prospettive”. Ripercorriamo insieme a lui le diverse tappe in giro per l’Europa che, da dopo l’importante partecipazione alla 2° Biennale Internazionale di Graffiti di San Paolo, hanno visto protagonista la sua opera, come le esperienze personali e collettive o le grandi partecipazioni di respiro nazionale ed internazionale, per cui possiamo vedere e capire, anche dalle immagini, come si traduce in concreto la sua poetica, anche in rapporto ai contesti in cui si esplica, e che sviluppi abbia avuto nel corso di questi ultimi anni.

Parlami della tua prima personale milanese, organizzata e curata da Daniele Decia per la Galleria Studio D’Ars di Milano.

La mia personale si è tenuta ad aprile ed è stata la mia prima personale a Milano, ma non la mia prima esperienza espositiva, in quanto avevo già partecipato a degli eventi nel 2002 e 2004 all’Airbrush Show e a qualche altra collettiva e qualche altro lavoro. La tua prima personale se ricordo bene ti è stata dedicata a Roma alla Galleria RGB di Alessandro Gorla. La mia prima personale alla Galleria RGB è stata curata da Alessandro Gorla sul tema delle mie prospettive, in cui ho presentato un modellino, una delle mie prime sculture e una serie di quadri; successivamente nel 2010 RGB me ne ha dedicata un’altra, ma stavolta il tema era quello dei Puppets, dal titolo “BlackOut”, con un allestimento studiato ad hoc completamente al buio in cui le opere, realizzate con vernici al wood, riuscivano ad emergere in modo del tutto originale.

Articolo di Emanuela del Frate su XL di Repubblica: http://xl.repubblica.it/dettaglio/78691

Invece nell’ultima personale milanese che cosa hai esposto? Beh allo Studio D’Ars ho raccolto i risultati degli ultimi due anni di lavoro e di ricerca sul tema delle prospettive. Una serie di opere realizzate su materiale di recupero – prevalentemente tavole di legno – e alcune sculture; infine la realizzazione di una delle mie prospettive sul muro interno della galleria. Una mostra molto omogenea che presenta al pubblico lo sviluppo da me raggiunto nella mia personale ricerca, sia figurativa che astratta, sul concetto di “città”, che da dieci anni porto avanti e trova nel tema della prospettiva un ottimo spunto di riflessione. Una riflessione che lega il mio lavoro di writer, cioè di studio della lettera, alle discipline che sono da sempre sono state per me punto di riferimento: la pittura, la scultura, l’illustrazione e la scenotecnica. Un tema che mi ha permesso di fondere le tematiche connesse al mondo dei graffiti e quelle invece legate al post-graffiti.

Personale alla Galleria Studio D'Ars di Milano

Personale alla Galleria Studio D’Ars di Milano

 Opera scultorea

Opera scultorea

solo show 3

Tu hai sperimentato molte tecniche, tra cui quella dell’incisione. Il 2013 infatti ha visto accostarti a questa tecnica in occasione di un altro importante progetto. Me ne puoi parlare?

Nel 2013 ci sono stati molti eventi interessanti a cui ho partecipato, tra cui quella al Laboratorio21 di Viareggio. A me, Aris, Fupete, Moneyless e Magnelli è stata data la possibilità di partecipare al progetto “Between the Lines“, una mostra dei nostri lavori realizzati con la tecnica dell’incisione indiretta, prevalentemente acquaforte e acquatinta. Carlo Galli e Gaia Querci ci hanno invitati ad usufruire del Laboratorio, attrezzato con torchio e tutti gli strumenti necessari alla sperimentazione della tecnica in questione, per realizzare un’opera grafica da stampare in 80 copie. Per me è stato importante perché mi ha dato la possibilità di usufruire di una tecnica che non avevo più praticato da 15 anni. Il risultato mi ha molto soddisfatto e mi ha dato anche degli spunti per tentativi successivi e più sperimentali.

Come hai affermato prima ci sono stati molti eventi interessanti quest’anno in Italia, parlami di quelli di Urban Art a cui sei stato invitato anche come direttore artistico.

Partendo dalla Biennale in Brasile e subito dopo la personale a Milano, si sono susseguiti una serie di interventi in Italia e all’estero. Quelli italiani sono stati in sequenza a giugno: Gemona del Friuli al Festival Internazionale Elementi Sotterranei, in cui ho coordinato l’intervento pittorico sui muri esterni della piscina comunale: a me era affidata sia la scelta del tema sia la scelta degli artisti: DMS, Macs, Vesod, Erase, Arsek, Mankey e Ucon, nonché il coordinamento dell’intera esecuzione; a Cles (Trento) invece sono stato invitato da Luca Pichsteiner al progetto di riqualifica urbana “Wall Lettering”, per un workshop con i ragazzi delle scuole superiori dal titolo “L’eveoluzione del Lettering in prospettiva” e per la realizzazione del muro esterno di un palazzo del ‘700, una delle sedi storiche della città. Devo dire uno dei miei migliori e più grandi muri realizzati quest’anno, che mi ha portato anche un nuovo incarico da parte della sezione didattica del Mart di Trento e Rovereto e che mi vedrà a lavoro nella primavera prossima; infine sono stato invitato all’evento collaterale “Back to Back” della 54° Biennale di Venezia, per l’intervento pittorico a spray su un pannello 2,5mx8m in Piazza Sant’Agnese.

Panoramica della murata per Elementi Sotterranei 2013 - Gemona del Friuli

Panoramica della murata per Elementi Sotterranei 2013 – Gemona del Friuli

"Tracce" - work in progress Cles

“Tracce” – work in progress Cles

"Tracce" 2013 - Cles

“Tracce” 2013 – Cles

"Kome Natura Muore" 2013 Biennale di Venezia

“Kome Natura Muore” 2013 Biennale di Venezia

Un discorso più approfondito vorrei farlo invece per il Festival Icone 5.9, organizzato dalla Galleria D406 di Modena e curato da Pietro Rivasi, a cui sei stato invitato alla fine di Giugno e che quest’anno è stato dedicato ai terremotati dell’Emilia.

Sono stato invitato dalla Galleria D406 per intervenire su uno dei muri che si affaccia sulla ferrovia nei pressi della stazione – un muro che avevo già dipinto nel 2004 – portando un bozzetto ispirato al tema del terremoto e al titolo “5.9” che la Galleria in collaborazione con l’Associazione Fuori Orario ha dato al Festival Icone di quest’anno, proprio in memoria di quel tragico evento. Ho voluto affrontare questo tema elaborando la mia prospettiva in modo molto colorato così che attirasse positivamente l’attenzione per portare colore e allegria. Ho dipinto dei grandi volumi squarciati, poi un grande filo, che gira lungo i 20 metri di muro, ne ricuce gli strappi causati dal terremoto. Una metafora di speranza verso una ripresa positiva della vita. Contemporaneamente è stata organizzata una grande collettiva alla D406, “Disegni e Installazioni” divisa in due parti, che tra giugno e luglio ha portato a Modena una serie di opere di Street Artist di fama mondiale. Io ho partecipato con 108ArisGiorgio BartocciBastardillaEricailcaneNico MingozziOzmoLaurina PaperinaFrancesco BeviniHerbert BaglioneÉlla2501James KalindaZamoc alla seconda mostra di luglio, “Disegni e Installazioni 2”, portando un’incisione di quelle realizzate precedentemente a Lab21, 2 acquarelli e un quadro di grande dimensione.

icone

icone 5.9

Successivamente per tutto il mese di luglio hai partecipato a Oltremare Street Art, primo Festival di questo tipo organizzato a Marina di Grosseto dall’Associazione Artefacto, di cui fai parte, in collaborazione con la Fondazione Grosseto Cultura in occasione dei Campionati di Vela 2013.

E’ il secondo festival che la nostra Associazione organizza in Toscana negli ultimi due anni. Il Festival Oltremare ha previsto la realizzazione di murate, ispirate dal contesto cittadino, all’esterno della Palestra Comunale, rivestendo anche una funzione riqualificativa, e di una grande esposizione, che ha avuto molta visibilità durante tutto il periodo dell’evento sportivo, portando a Grosseto tutta una serie di artisti da tutta Italia di livello internazionale, tra cui Aris, Truly Design, Made514, Dado, Corn79, MrFijodor. Personalmente mi ha permesso di lavorare per la seconda volta quest’anno in collaborazione con un’artista che stimo, Macs, con cui ho realizzato “Never Ending Trip”, uno dei murales esterni della Palestra, e di fare un’altra parete all’esterno di uno dei bagni storici di Grosseto in collaborazione con un altro mio grande amico e collega, Sera.

Etnik+Macs "Never Ending Trip" 2013 Oltremare Street Art Festival Grosseto

Etnik+Macs “Never Ending Trip” 2013 Oltremare Street Art Festival Grosseto

Etnik+Macs "Never Ending Trip" work in progress

Etnik+Macs “Never Ending Trip” work in progress

Parlami adesso degli eventi all’estero a cui hai partecipato quest’anno.

In sequenza: a maggio un muro a Liverpool della sede dell’associazione che organizza eventi per i giovani di strada; poi la partecipazione a Stroke Fiera dell’arte di Monaco in Germania, con un intervento pittorico sui muri interni della struttura che ha ospitato il Festival e un’esposizione collettiva con gli artisti della Galleria Studio D’Ars.

Stroke Art Fair 2013 Monaco - Muro interno

Stroke Art Fair 2013 Monaco – Muro interno

Sempre in maniera più approfondita vorrei che tu mi parlassi invece del progetto “La Tour 13” di Parigi organizzato dalla Galleria Itinerrace e curato dal direttore MEHDI Ben Cheikh, a cui hai preso parte insieme agli altri tuoi colleghi ed artisti italiani quali Dado, Joys, Peeta, 108, MP5, Senso, Moneyless, Hogre, JBrock, Tellas e Iacurci.

Nel mese di giugno ho fatto il mio primo viaggio a Parigi per realizzare un mio intervento all’interno di questo progetto, rimasto segreto fino alla metà di settembre. Un progetto di Street Art basato sull’intervento da parte di un centinaio di artisti invitati da tutto il mondo ad operare, ognuno con i propri mezzi e la propria poetica, nelle stanze dei diversi appartamenti suddivisi sui 9 piani di un palazzo, vicino alla Gare D’Austerliz, di case popolari in disuso – che a novembre verrà demolito e ricostruito successivamente. Dopo quasi un anno di interventi il palazzo è completato e come una galleria dal 1° ottobre è stato aperto al pubblico. Io sono stato invitato da Christian Omodeo, direttore artistico de Le Grand Jeur e curatore del piano dedicato agli artisti italiani a cui ha dato il titolo de “Il Piano“, ad operare in uno spazio molto piccolo dell’appartamento, in cui in precedenza erano intervenuti Dado, Peeta e Joys. Quella tipologia di spazio non mi ha permesso di realizzare un intervento pittorico, ma fare un’installazione site specific coi materiali di recupero dell’appartamento e riorganizzati a mio piacimento. Questo ha portato, dopo due viaggi nella capitale, alla costruzione di una delle mie prospettive, come una mia scultura che comprendesse però tutto lo spazio dato; uno spazio che mi ha da subito fatto pensare a una stanza segreta, sia per fare qualcosa di diverso da quello già visto nella torre e sia per ispirazione a Dushamp, citando la stanza segreta che più di un secolo fa aveva realizzato a Parigi. Una stanza, che rappresentasse anche l’interno della mia testa, interamente chiusa e spiabile da parte del pubblico attraverso un piccolo foro.

"La Stanza Segreta" 2013 - Progetto Il Piano a cura di Christian Omodeo per "La Tour 13" Paris

“La Stanza Segreta” 2013 – Progetto Il Piano a cura di Christian Omodeo per “La Tour 13” Paris

 

Grazie alla disponibilità dell’artista C215 e dell’assistenza di Christian Omodeo in queste due occasioni hai avuto anche la possibilità di dipingere a Vitry, paese vicino Parigi, in cui i muri pubblici sono gestiti in modo da esser dati agli artisti per realizzarci delle opere murarie.

Da sempre nel mondo del writing è tradizione che quando un writer si muove in una città nuova lo scopo principale è quello di dipingere un muro, magari confrontandosi sulla parte con l’artista locale, in modo tale che rimanga un segno del passaggio dell’artista in città. Nel caso specifico, trovandomi a Parigi, ho provato a contattare C215, già conosciuto in una precedente esposizione a Basilea, che ha disponibilità di spazi. Il paese sta diventando sempre più un importante museo a cielo aperto perché si sta dotando di tutta una serie di dipinti di artisti di livello e di fama internazionale. Ho lasciato un primo segno a giugno, e la seconda volta a fine agosto realizzando una murata raffigurante uno spaccato che mostra uno dei miei agglomerati urbani di forte e chiara ispirazione alle piazze e agli edifici della cittadina francese. Un omaggio per così dire. Questo è successo anche in Germania, a Monaco, quando sono andato a Stroke, dove ho incontrato Loomit, storico artista locale e uno dei punti di riferimento in questa disciplina in ambito tedesco, che da sempre gestisce gli spazi in questo modo avendo a disposizione molti muri in un particolare quartiere, KunstPark, da cui sono passati tutti gli artisti che han fatto la storia dei Graffiti sia americana che europea. Succede anche in Italia da sempre, con modalità diverse, con le “hall of fame”; in pratica sono spazi pubblici  gestite da un associazione o da un gruppo di artisti che, con lo stesso spirito che ti ho descritto, invitano a dipingere ospiti o amici di passaggio in città. Ed così che io ho conosciuto tutto il mondo del writing di cui faccio parte e con cui sono rimasto sempre in contatto. Mentre a Monaco è più uno spazio libero dedicato all’incontro, a Vitry è tutto molto più organizzato, dove c’è una troupe che documenta e ci sono delle pubblicazioni curate da una giornalista studiosa; a Vitry c’è la volontà di documentare tutto quello che sta succedendo a Parigi: un work in progress all’aria aperta, in quanto ogni artista che passa lascia il segno e successivamente esce una pubblicazione che ne documenta il passaggio. Giunta alla 2° pubblicazione se ne prevedono altre a documentare il progresso.

Primo muro a Vitry Giugno 2013 - Photo by Brigitte Silhol

Primo muro a Vitry Giugno 2013 – Photo by Brigitte Silhol

Secondo muro a Vitry 2013

Secondo muro a Vitry 2013

L’ultimo tuo progetto realizzato, in collaborazione con Corn79, è quello all’interno della cella dell’ex-carcere di Tirano per “Imprevisti Artistici probabilità sociali”. Ce ne vuoi parlare? 

Si tratta della partecipazione al progetto di riqualificazione dell’ex-carcere di Tirano, “Imprevisti artistici probabilità sociali”, realizzato dall’Ass. Onlus Il Gabbiano in collaborazione con i curatori delle Gallerie Square23 di Torino e Studio D’Ars di Milano. Ha inaugurato lo scorso 21 settembre e si tratta del primo step del progetto di riconversione del complesso carcerario in luogo di accoglienza per i malati di AIDS. Io e Corn79 in questa occasione abbiamo collaborato all’interno della stanza dei colloqui, dando vita a “Dialoghi”, l’opera che mi ha permesso di dialogare appunto con lo stile e la ricerca di Corn79. Intervento divertente e interessante per capire e vedere le infinite possibilità di fusione che i nostri due modi di lavorare con le geometrie ci permettono di fare. Inoltre ho dipinto uno dei muri esterni del complesso con cui ho voluto regalare alla gente del luogo una visione di speranza e libertà, che spacchi idealmente le alte mura del carcere per un futuro nuovo. Anche qui una metafora per la futura riconversione dell’ex-carcere in un luogo di accoglienza. Intervista nell’articolo “Imprevisti artistici probabilità sociali

Panoramica "Dialoghi" Corn79+Etnik   Photo by Livio Ninni Photographer

Panoramica “Dialoghi” Corn79+Etnik – Photo by Livio Ninni Photographer

sondrio

I tuoi progetti futuri 

Per ora ti posso dire che sono stato invitato a Düsseldorf per il progetto “SprayOneWorld”. Un progetto internazionale a cui partecipano anche il brasiliano Binho, il russo Worm e i tedeschi Kj263 e Ami. Avremo da dipingere un grande edificio, dal 12 al 19 ottobre, che sarà inaugurato il 21 ottobre, e contemporaneamente faremo un’esposizione, che inaugurerà Sabato 12 ottobre, a cui parteciperò con un’installazione creata in loco e un dipinto di grandi dimensioni. Per ora ti so dire solo questo, ma ti darò aggiornamenti work in progress.

www.etnikproduction.com

https://alessandraioalerdv.wordpress.com/etnik/

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