“Ascoltando l’anima. Le mie figure di Alimondo Ciampi”

FUMITAKA KUDO

Ascoltando l’anima. Le mie figure di Alimondo Ciampi

A cura della Fondazione “Il Bisonte – per lo studio dell’arte grafica”

Palazzo Comunale – Signa

Domenica 22 aprile ore 11 Inaugurazione della mostra

Nato a Niigata, Giappone, nel 1981, durante i suoi studi in Giappone sviluppa grande sensibilità artistica per la scultura, il disegno e l’incisione. Decide di perfezionare la sua arte in Italia dove si trasferisce nel 2002. Nel 2008 infatti si diploma in Scultura e successivamente ottiene la laurea in Graphic Design e Disegno all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Nel 2010 grazie alla borsa di studio offerta dalla Fondazione “Alimondo Ciampi” approfondisce gli studi di grafica d’arte presso la Scuola Internazionale Il Bisonte di Firenze, ed è proprio in questa sede che nell’autunno del 2011 ho avuto l’onore di conoscerlo personalmente ed entrare in contatto con la sua opera. Un intreccio formativo assai peculiare, che contraddistingue l’intera produzione grafica di questo artista, da cui non poter prescindere quando guardiamo e ammiriamo le sue opere. Ciò è riconoscibile ad un primo sguardo nella precaria plasticità delle sue figure, che si ricompongono sulla carta. Come un capace e sapiente scultore, che dispone, sceglie e impiega ogni strumento per modellare le superfici in pietra, Kudo nello stesso modo, con la stessa conoscenza tecnico-espressiva e perizia d’esecuzione, si riserva l’uso di una vasta gamma di tecniche incisorie con le quali modella su carta i volumi, i pieni e i vuoti della complessa risoluzione compositiva dei suoi soggetti. Non predilige una tecnica, tutte sono chiamate ad intervenire e dare il proprio contributo estetico, perché tutte importanti per la sperimentazione espressiva del soggetto. Andando a ritroso e ripercorrendo l’intero corpus di opere grafiche dell’artista, è difficile non notare una evoluzione sia dal punto di vista espressivo che compositivo. Legato ancora a una più concreta plasticità delle forme e a una certa propensione al disegno dei volumi, i primi passi mossi da Kudo nell’incisione lo vedono descrittivo e del tutto legato alla rappresentazione della figura, fino a quando essa comincia a sfaldarsi, sfilarsi, sottrarsi alla realtà del foglio, attraverso una riduzione dei segni, una semplificazione delle forme, attorno a cui invece si costruisce tutta la composizione; nessun accenno d’ambientazione o di atmosfera, vi è solo l’esistenza precaria di forme animali che centrano il foglio. Al termine della sua esperienza al Bisonte scopriamo una forte personalità artistica, che riesce a restituire sulla carta una insolita e potente carica espressiva con la semplicità e la schiettezza di un giovane artista consapevole e discreto, volto ad una costante ricerca. L’occasione gli è data quando conosce l’opera scultorea dell’artista Alimondo Ciampi. “Camminando tra loro nello spazio all’aperto, tutte le figure mi sembrarono come in preghiera, in meditazione con sé stesse”. Partendo da questa riflessione, Kudo rende omaggio all’artista signanese instaurando un dialogo con esse. La volontà è quella di rendere visibile su carta ciò che nello spazio non è possibile vedere a occhio nudo. Ed è così che i soggetti animali, cari all’artista, lasciano il posto a figure umane, la cui solidità plastica emerge e s’impone sulla superficie grazie alla netta contrapposizione delle rarefatte e impalpabili atmosfere in cui sono calate e sospese. Le forme semplificate delle sculture di Ciampi, riprodotte su carta e modulate secondo un uso sapiente del chiaro e scuro, che sfocia in un perfetto equilibrio di grigi, sono messe in dialogo con atmosfere, che riecheggiano una fresca giornata di primavera carica di pioggia, che cade su delicati petali di fiori appena sbocciati; presagiscono la buia desolazione umana, in cui solo una luce purificatrice ne rischiara il volto donando la grazia; evocano la sconfinata bellezza della natura e la sua continua presenza intorno all’uomo; tutte però create col sapiente uso dell’acquaforte e della maniera allo zucchero, e recanti in sé il tratto distintivo del giovane artista giapponese.

Alessandra Ioalé – Storica dell’arte

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